Due uomini conviventi sono una famiglia, dice il tribunale di Treviso

Storica sentenza del giudice civile a Treviso, che riconosce che quella tra due uomini che convivono è una famiglia

Famiglie

Alberto Barbazza, giudice della prima sezione civile del Tribunale di Treviso, ha emesso una sentenza che, senza dubbio, rappresenta un punto fermo storico nel cammino per l’affermazione di diritti civili in Italia, sia per quel che riguarda le persone dello stesso sesso, che per le persone eterosessuali che convivono. Per il giudice, infatti, due conviventi che abbiano un rapporto stabile, serio e duraturo, omosessuale o eterosessuale che sia, possono essere considerati famiglia.

La sentenza emessa dal giudice arriva dopo una battaglia legale che va avanti da oltre due anni: Giuseppe Sinaldi – che oggi ha 79 anni – ha denunciato, infatti, il comune di Treviso che non gli aveva permesso di poter tenere a casa le ceneri del suo compagno, Sergio, con cui aveva vissuto insieme per oltre venticinque anni. Afferma la sentenza:

Escludendosi che con la locuzione familiare si faccia riferimento esclusivamente ai parenti questo giudice ritiene necessario estendere l’interpretazione del termine familiare anche al convivente more uxorio.

Flavio Romani, presidente di Arcigay, ha così commentato il pronunciamento della magistratura veneta:

Giunge con notevole tempismo il pronunciamento del Tribunale civile di Treviso che ha riconosciuto a un cittadino il diritto di ricevere come erede diretto le ceneri del partner defunto, con il quale aveva a lungo convissuto.

E poi continua:

Un vero e proprio schiaffo per quei politici che in questi settimane si stanno adoperando per promuovere istanze a favore, appunto, della "famiglia naturale", intesa però nell'accezione retrograda e discriminatoria che comprende solo le coppie eterosessuali. La natura, invece, non discrimina e chi usa il termine "naturale" per costruire steccati mette in campo la più artificiosa e ignobile delle operazioni, oltre che la più "innaturale".

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