Faenza approva l’odg sulla famiglia naturale, con il beneplacito del PD

Il Consiglio comunale di Faenza ha approvato, con il sostegno del PD, l'ordine del giorno per salvaguardare la famiglia “fondata sul matrimonio fra uomo e donna”

Faenza

A Faenza, Forza Italia ha proposto un ordine del giorno a favore della famiglia “fondata sul matrimonio fra uomo e donna”, come è già successo in altri comuni d’Italia. E l’ordine del giorno è passato anche grazie al voto del Partito Democratico: sette sono stati contrari a questo odg, mentre altri sette hanno votato a favore (tra coloro che hanno votato a favore troviamo Manuela Rontini che fa parte della direzione nazionale del PD).

Il documento presentato da Forza Italia, afferma che la famiglia “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” è "l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l'unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà". Motivo per cui, si deve introdurre il Fattore famiglia “quale criterio di sostegno alle politiche attive e passive al reddito delle famiglie faentine”. Con l’approvazione di questo Odg, il Consiglio comunale di Faenza ha dichiarato “la propria opposizione a qualunque tentativo di comprimere i diritti e i doveri dei genitori all'educazione dei propri figli e di ignorare l'interesse superiore dei minori a vivere, crescere e svilupparsi all'interno della propria famiglia naturale” e ha chiesto alla Regione Emilia Romagna di organizzare la “Festa della famiglia naturale fondata sull'unione fra uomo e donna, promuovendone la valorizzazione”. Infine, giusto per non farsi mancare nulla, si esorta il Governo a non applicare il “documento standard per l'educazione sessuale in Europa, redatto dall'ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità”.

C’è da dire che diversi esponenti del PD si sono indignati per la decisione di sette consiglieri di votare a favore e annuncia che nei prossimi giorni chiederà conto di questo comportamento.

Fa sentire la sua voce anche Giovanni Paglia, deputato di SEL, per il quale l’Odg va letto interamente “se si vuole comprendere a che punto si possa scendere quando si guarda il presente con le lenti del Medioevo e quando un partito perde ogni legame minimo con qualsiasi cultura politica liberale, se non progressista”.

Commenta Flavio Romani, presidente nazionale dell'Arcigay:

Quell'ordine del giorno è un'esibizione di forza, un trofeo clericale che sta passando in queste settimane di aula in aula per definire in ognuna, tra laici e clericali, chi "comanda". Un virtuosismo tipico di chi in aula passa il tempo a girarsi i pollici, dal momento che nulla determina e nulla potrebbe mai determinare. L'unica utilità dell'ordine del giorno sta nel fissare una "bandierina": grazie a quel voto scopriamo che la maggioranza degli eletti di quell'aula sostiene un'istanza incostituzionale e che ricorda nella retorica, nel pensiero sotteso e negli obiettivi il ventennio di Benito Mussolini

Foto | Alixbiffi (Opera propria) [GFDL o CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons

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