A Seoul il sindaco si scusa con i gay per la mancata legge contro la discriminazione sessuale

Il sindaco di Seoul si scusa con la comunità LGBT per il proprio comportamento scorretto

Park Won-soon

I più informati sulla politica estera sapranno senz'altro che a Seoul sarebbe dovuta entrare in vigore una legge contro la discriminazione sessuale sul posto di lavoro e, in generale, nella vita pubblica. Il sindaco era stato tra i principali promotori di questo atto così civile e stimabile, salvo poi ritrattare tutto a seguito delle proteste dei cattolici: Park Won-soon si è lasciato intimidire dagli omofobi e la comunità LGBT non ha ancora una legge anti-omofobia (niente di sorprendente - starete pensando -, visto che neanche noi abbiamo qualcosa di simile in Italia).

Dopo aver affossato la legge anti-omofobia, il sindaco ha dovuto assistere alle proteste di tutti gli omosessuali del Paese, che hanno occupato il municipio, chiedendo di fare retromarcia e di ritornare sui suoi passi; cosa che è accaduta, visto che l'incontro con la comunità LGBT si è concluso con delle scuse pubbliche e con delle promesse ben precise:

"È una mia responsabilità e colpa. Mi dispiace per il dolore che avete sofferto e sono pronto a rilasciare qualunque dichiarazione mi chiederete. Indipendentemente da qualsiasi incomprensione o dichiarazione, nessun cittadino sarà oggetto di discriminazioni o svantaggi. Cercherò soluzioni pratiche per risolvere le difficoltà di chi sta soffrendo".

Il sindaco non è il massimo della coerenza e della determinazione, diciamocelo: speriamo che alla prossima opposizione dei cristiani protestanti non cambi nuovamente opinione e orientamento.

Via | Gayburg

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