In 20 minuti si può far cambiare idea, in positivo, sui matrimoni gay

Uno studio condotto negli USA mostra come spesso le persone siano propense a cambiare la propria idea sul matrimonio ugualitario se conoscono persone gay che vogliono sposarsi

In appena una ventina di minuti si può far cambiare opinione a una persona contraria ai matrimoni tra persone dello stesso sesso: questo è quanto rivela uno studio pubblicato sulla rivista Science. A portare avanti lo studio sono stati Michael LaCour, dottorando della University of California Los Angeles, e Donald Green, docente di scienze politiche alla Columbia University.

Il progetto di ricerca è cominciato nel 2013 quando la Corte Suprema degli USA sentenziava a favore del matrimonio ugualitario. I ricercatori hanno individuato le province più conservatrici della California e hanno invitato 9.500 elettori di quelle zone a prendere parte a un sondaggio online su varie questione politiche, tra cui due domande riguardavano il matrimonio gay. Il sondaggio è stato poi ripetuto quattro volte nell’arco di un anno.

I partecipanti al sondaggio sono quindi stati divisi in tre gruppi, a caso. In un gruppo non è andato nessuno, un altro gruppo è stato visitato da persone che hanno parlato del riciclo dei rifiuti e a un terzo gruppo sono stati inviati sostenitori del matrimonio gay (tanto uomini che donne, sia etero che gay). All’inizio i visitatori non hanno detto nulla di loro, ma hanno solo chiesto ai padroni di casa cosa piacesse loro dell’essere sposati. Poi i visitatori hanno parlato di se stessi e i gay hanno detto che a loro piacerebbe provare le stesse cose che provavano gli etero nello sposarsi, mentre gli eterosessuali favorevoli al matrimonio che hanno fatto visita alle famiglie hanno detto che hanno un parente che vorrebbe sposarsi. Il tutto è durato una ventina di minuti.

Matrimonio gay collettivo a Toronto per il World Pride 2014

Dopo tre giorni dalle visite i sondaggi sono stati ripetuti e mentre nei primi due gruppi l’idea sul matrimonio ugualitario era rimasta la stessa, nel terzo gruppo (quello che aveva avuto rapporti dirette con persone gay o gay friendly) la percentuale di favorevoli alle nozze gay era cresciuta dell’8%. Dopo tre settimane, il sondaggio è stato ripetuto ancora una volta: coloro che erano stati avvicinati da persone eterosessuali erano tornati all’idea di partenza, mentre quelli che avevano parlato con dei gay non solo erano favorevoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma avevano anche cercato di convincere amici e parenti sul fatto che le nozze gay sono un bene. Per maggiore sicurezza il sondaggio è stato ripetuto dopo nove mesi e i risultati erano rimasti uguali.

Secondo Michael LaCour, “si tende a dimenticare il messaggio, ma a ricordare il messaggero”.

Via | Wired

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