La Carta Olimpica includerà esplicitamente il divieto di discriminare le persone LGBT

Il Comitato Olimpico Internazionale ha approvato una serie di modifiche alla Carta Olimpica tra cui segnaliamo l’inclusione, per la prima volta in maniera esplicita, della non discriminazione basata sull’orientamento sessuale

Il Comitato Olimpico Internazionale, riunito a Monaco, ha approvato l’Agenda 2020, una serie di raccomandazioni per attualizzare i fondamenti e i valori delle Olimpiadi. La pressione delle associazioni LGBT, indignate per il silenzio del COI dinanzi alla discriminazione di cui sono state vittime atleti e sportivi in occasioni delle Olimpiadi invernali di Sochi, sembra che abbia avuto effetto: tra le quaranta misure approvate all’unanimità, la numero 14 dice:

Rafforzare il 6 Principio Fondamentale delle Olimpiadi
Il COI includerà la non discriminazione basata sull’orientamento sessuale nel 6° Principio Fondamentale delle Olimpiadi.

Cerchi Olimpici

I principi fondamentali formano parte della Carta Olimpica, la serie di norme direttive che guidano l’organizzazione dei Giochi Olimpici e dello spirito del Movimento Olimpico. Il sesto principio, che finora vietava la discriminazione basata sulla “razza, religione, politica, genere o altri”, dovrebbe essere così redatto:

Il Movimento Olimpico ha come scopo di contribuire alla costruzione di un mondo migliore e più pacifico educando la gioventù per mezzo dello sport, praticato senza discriminazioni di alcun genere come razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altro tipi, nazionalità o classe sociale, censo, nascita o altra condizione e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.

L’esplicito inserimento della non discriminazione basata sull’orientamento sessuale ha un peso simbolico cruciale per evitare che future candidature olimpiche provengano da paesi che hanno leggi omofobe e repressive. L’applicazione pratica del nuovo principio, comunque, non è ancora del tutto chiara. Già lo scorso settembre il COI aveva annunciato che dalle città candidate a ospitare le Olimpiadi si esigeranno politiche antidiscriminatorio fin dal contratto che devono firmare per diventare sedi dei Giochi, ma Barry Meister, membro del COI, ha anche confessato di non avere la benché minima idea di come tale principio sarà espresso nei contratti.

Via | Dos Manzanas

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