Bruciato ancora una volta l'Arcobaleno della Tolleranza a Varsavia

L'Arcobaleno della Tolleranza di Varsavia è stato bruciato da un 25enne omofobo

arcobaleno varsavia

Ancora una volta, l'Arcobaleno della Tolleranza di Varsavia è stato bruciato: una notizia davvero deprimente per la comunità LGBT, visto che si tratta della settima volta nell'arco di due anni (ricordiamo, infatti, che il Tolerance Rainbow è stato fatto costruire nel 2012); l'ultima volta - vale a dire a novembre 2013 - è stato un gruppo di nazionalisti polacchi a bruciarlo per la propria folle ideologia. Oggi, invece, i fatti stanno diversamente.

L'Arcobaleno della Tolleranza della poplacca Julita Wójcik è stato infatti bruciato da 25enne visibilmente ubriaco: la struttura è stata fortunatamente salvata, e lo stesso sindaco, Hanna Gronkiewicz-Waltz, ha assicurato che potranno bruciarlo mille altre volte, ma non per questo sarà spostato o eliminato dall'architettura della città. Le parole sono giuste e rassicuranti, e suonano un po' strane per chi in Italia ha visto di tutto e di più in fatto di omofobia.

Ricordiamo, infatti, che l'Arcobaleno è stato esposto originariamente nel 2011, di fronte al Palazzo del Parlamento europeo a Bruxelles: solo dopo è finito a Varsavia. La Wójcik, sua creatrice, ha sempre dichiarato di averlo creato per dimostrare come il suo non sia un paese omofobo: fa piacere, dunque, che il sindaco in persona spenda parole di conforto, e questo con determinazione, a tutela di un'opera così importante.

Via | Gay Star News

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