Secondo Putin la Russia non viola i diritti dei gay

In Russia non c'è omofobia, dice Vladimir Putin, ma solo si è scelto di difendere la famiglia tradizionale

Vladimir Putin

Il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato che il suo paese non è affatto omofobo. Ha sottolineato:

La Russia riconosce e non infrange i diritti di persone con orientamento sessuale non tradizionale, ma la famiglia continua a essere la priorità.

Come è noto, a giugno 2013 la Russia ha approvato una legge che vietava qualunque manifestazione pubblica di “orientamento sessuale non tradizionale” dinanzi ai minori: è la cosiddetta legge “anti propaganda gay” che ha generato reazioni contrarie in tutto il mondo. La realtà dei fatti è che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali che vivono in Russia sono perseguitate e anche uccise e tutto dinanzi al silenzio delle autorità che continuano a tacere. Anzi, come Putin ha dimostrato, continuano a negare l’evidenza.

Putin ha anche affermato che chi a bollare la Russia come omofoba sono proprio quegli stati che “criminalizzano” l’omosessualità e per sostenere la sua tesi ha citato vari stati USA in cui i diritti delle persone LGBT sono negati. Conclude Putin:

Credo che la posizione equilibrata come quella della Russia, sia un atteggiamento assolutamente corretto.

Secondo Vladimir Putin, infatti, “una società che non protegge i minori non ha futuro” e in questo senso va la norma in vigore in Russia, legge che, come pongono in evidenza diverse associazioni che lavorano per il rispetto dei diritti umani, di fatto sancisce la persecuzione delle persone LGBT.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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