Betty Parsons, dalla Parigi degli anni ruggenti all'America omofoba di McCarthy

La fama di Betty Parsons, nonostante un innegabile talento di pittrice, rimane oggi legata alla sua celebre galleria d'arte, fondata a New York negli anni '40.

La Parigi sfavillante e mutevole dei primi anni del secolo scorso fa spesso e volentieri da sfondo alle nostre storie. Del resto per diversi decenni, impossibile ignorarlo, la capitale francese fu un enorme calamita che attrasse pittori e letterari, studiosi e ricchi miliardari con velleità artistiche da ogni dove del mondo. Una folla mossa e variegata che contribuì a creare un'atmosfera unica, un manipolo di artisti che diede frutti preziosi, opere semplicemente memorabili. L'americana Betty Parsons (1900-1982), giovane pittrice in erba, faceva parte di questo folto gruppo di uomini e donne che, con modalità diverse, cambiarono il volto dell'arte. Separatasi dal marito ricco ed omosessuale, la Parson arrivò a Parigi nei primi anni venti, diventando quasi subito membro del gruppo che ruotava attorno all'onnipotente Natalie Clifford Barnes.

Otto anni indimenticabili durante i quali la donna si legò alla pittrice britannica Adger Baker. Tuttavia la crisi del '29 lasciò senza fondi la donna che nel 1933 si vede costretta a rientrare in America. L'America di allora non era certo la Parigi degli anni ruggenti e l'omofobia che vi si respirava costrinse la Parsons che, in Francia aveva vissuto apertamente la sua bisessualità, a tenere un basso profilo. Questo non le impedì però di flirtare con Greta Garbo, innamorarsi indifferentemente di uomini e donne ed aprire a New York una galleria d' arte destinata a lasciare un segno indelebile nella storia della cultura americana.

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A lei infatti il merito di avere aiutato e sostenuto artisti omosessuali in pieno maccartismo ed aver ospitato per prima in America una mostra di espressionisti astratti. La sua biografia, scritta da Lee Hall con l'aiuto della stessa Parsons, rimane ancora oggi una pietra miliare della cultura LGBT per onestà, apertura mentale e candore.

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