Epaminonda, il Sacro battaglione di Tebe e la morte eroica insieme all'amato

Militare e uomo di stato tra i più capaci e coraggiosi, Epaminonda sconfisse a più riprese gli Spartani. Ferito a morte a Mantinea, l'eroe tebano venne sepolto insieme all'amante deceduto nella stessa battaglia.

Nonostante il nome di Epaminonda sia caduto, almeno in parte, nel dimenticatoio, ci troviamo in verità di fronte ad una delle più grandi figure della storia dell'antica Grecia. La sua popolarità a Tebe era enorme, il suo prestigio sovrastava di gran lunga quello di ogni altro militare e politico del periodo. Abilissimo nella lotta, coraggioso in battaglia e convinto sostenitore dei valori di una vita modesta ed austera, Epaminonda (Tebe, 418 a.C. – Mantinea, 362 a.C) sconfisse gli Spartani, ridando a Tebe la sua libertà.

Ma dietro questi dati storici, dietro il rumore assordante delle guerre, del sangue versato, si nasconde anche una vita sentimentale, legami importanti che Epaminonda ebbe con due uomini. Lo scrittore greco Plutarco ce ne dà notizia, informandoci anche di come Epaminonda ferito a morte durante la battaglia di Mantinea venisse poi sepolto dai compagni a fianco del suo amante, perito anche lui durante lo scontro.

La morte di Epaminonda

Una sepoltura congiunta a testimonianza di un rapporto d'amore accettato e rispettato da tutti i suoi soldati. Del resto proprio ad Epaminonda alcuni storici, primo fra tutti Ateneo, ascrivono la fondazione del Sacro battaglione di Tebe, un corpo scelto composto da ben 150 coppie di amanti omosessuali.

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