Suicida il teorico della felicità per i gay di mezza età

Stamani mi sono intristito a sufficienza - come se ce ne fosse bisogno! - a leggere la storia di Bob Bergeron, uno psicoterapeuta americano specializzato nel trattare uomini gay, in particolare quelli che affrontano con difficoltà il tempo che passa. Nelle librerie americane stava per uscire proprio il suo libro, un manuale per i gay di mezza età (50 anni e oltre) che vogliono "essere felici", ma Bob pochi giorni dopo Capodanno di quest'anno si è suicidato.

Ora, il suicidio di una persona quasi cinquantenne che vive a New York non è una notizia in sé, ma in questo caso risulta impressionante la coincidenza tra l'attività professionale di Bergeron, i suoi sforzi nell'aiutare le persone che si rivolgevano a lui e, al contrario, la sua scelta finale, che a quanto pare è stata lucida e ben organizzata.

Il terapeuta si è tolto la vita pochi giorni dopo Capodanno, ma il New York Times gli ha appena dedicato un lungo servizio: emerge il profilo di un uomo che conduceva un'esistenza brillante e forse per qualcuno anche invidiabile: viveva a Manhattan, viaggiava spesso in Europa, aveva avuto due storie d'amore importanti ed era ancora un bell'uomo. Eppure ha deciso di farla finita, smentendo il suo stesso lavoro.Certo, a guardar bene viveva a New York e "aveva molti amici su Facebook", ma i suoi amici più cari stavano a migliaia di chilometri di distanza, in California e in Florida; ma quante altre persone devono fare i conti con relazioni umani e sociali superficiali? Piuttosto, è interessante, al di là del caso specifico, riflettere un momento sul rapporto di noi gay con il tempo che passa e con la vecchiaia.

A guardare le foto di Bergeron è chiaro che era sempre stato un bel ragazzo, il tipo dell'americano biondo e atletico; e che negli ultimi anni si era dato sempre più alla palestra e alla cura del fisico, probabilmente per contrastare il tempo che passa. Il fatto che si sia suicidato a 49 anni, a un passo dai 50, potrebbe essere anche indicatore di un malessere che non è solo suo, ma che coinvolge buona parte della comunità lgbt.

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