Napoli, parla il ragazzo gay picchiato: "Il pensiero predominante era cercare aiuto, è stato deludente non trovarne"

Il ricordo della terribile violenza e i pensieri sull'accaduto da parte del protagonista di questa drammatica storia.

Proprio nelle scorse ore vi abbiamo riportato la notizia della coppia gay che è stata aggredita a Napoli solamente perché aveva "osato" scambiarsi un bacio in un luogo pubblico. Tanto è bastato per scatenare la violenza da parte di un passante che, dopo aver assistito alla scena, ha inizialmente insultato i due e poi ha sferrato un pugno. Prima, ovviamente, di scappare via a gambe levate come un coniglio.

L'aggressione è avvenuta lunedì scorso, poco dopo le 21,30, e proprio a causa delle percosse, è stata diagnosticata una prognosi di 15 giorni e due punti di sutura al labbro inferiore. Questa volta, a parlare e raccontare quei drammatici istanti, è il protagonista della vicenda, la vittima di omofobia:

"Ero con il mio compagno a pochi passi da Port’Alba e tra una chiacchiera e l’altra ci stavamo scambiando abbracci e c’è stato un bacio, ci siamo accorti degli insulti che provenivano da un uomo distante circa una decina di metri da noi ma non immaginavamo passasse alle mani"

omofobia facebook

Non ha avuto nemmeno tempo di capire o vedere distintamente in faccia chi li stesse insultato. E, soprattutto, a fare male è l'indifferenza successiva, ulteriore umiliazione davvero incivile:

"Non ho avuto neanche il tempo di guardarlo in faccia ed ho sentito una botta fortissima sulla bocca che ha cominciato subito a sanguinare. A quel punto ci siamo allontanati cercando soccorsi ed abbiamo chiesto aiuto a due ragazzi che erano vicini alla fermata dell’autobus in piazza Dante ma ci hanno ignorati. Ho temuto il peggio ed ho capito immediatamente che quel fastidio sfociato in violenza era causato dalla nostra identità sessuale, un fatto evidente anche per gli insulti ricevuti, c’era la paura ma il pensiero predominante era cercare aiuto ed è stato deludente non trovarne, questo ci ha angosciati più dell’aggressione. Dobbiamo ringraziare l’unico che si è prodigato per noi, un ragazzo che si trovava distante alcune decine di metri e ci è venuto incontro poco dopo il raid"

L'unico a intervenire e aiutare i due è stato un ragazzo che gli è corso incontro e ha chiamato i soccorsi, facendo dileguare l'aggressore. Un brutto episodio che, se il tempi riuscirà a lasciare lontano nel ricordo ha cambiato il modo di comportarsi e di vivere del ragazzo:

Sicuramente non riuscirò ad essere più lo stesso per strada - chiosa il ragazzo - non mi verranno più naturali atteggiamenti affettuosi e farò più attenzione

Via | Il Mattino

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