La UE ribadisce la libera circolazione delle persone al suo interno, anche per le coppie dello stesso sesso

La UE ribadisce la libera circolazione delle persone al suo interno, anche per le coppie dello stesso sesso

Nei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sul libero esercizio dei diritti dei cittadini europei all'interno dell'Unione stessa. La risoluzione non potrebbe essere più chiara per quel che riguarda le coppie dello stesso sesso: gli stati membri dell'Unione, infatti, devono assicurare la libertà di movimento per tutti i cittadini e le loro famiglie senza discriminarli per ragioni di orientamento sessuale o identità di genere. Leggiamo nel testo:

[Il Parlamento Europeo] ribadisce le sue precedenti richieste agli Stati membri di garantire la libera circolazione per tutti i cittadini dell'UE e le loro famiglie, senza discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale o della nazionalità; ribadisce la sua richiesta agli Stati membri di dare piena attuazione ai diritti sanciti dall'articolo 2 e dall'articolo 3 della direttiva 2004/38/CE1 e di riconoscere tali diritti non soltanto ai coniugi di sesso diverso, ma anche ai partner legati da un'unione registrata, ai membri del nucleo familiare e ai partner con cui un cittadino dell'UE abbia una relazione stabile e debitamente attestata, ivi compresi i membri di coppie dello stesso sesso, in accordo con i principi di reciproco riconoscimento, uguaglianza, non discriminazione, dignità e rispetto della vita privata e familiare; invita la Commissione, in tale contesto, a garantire che la direttiva sia applicata rigorosamente.

Il Parlamento Europeo, quindi, ricorda esplicitamente agli stati membri che i diritti riconosciuti dalla direttiva europea sulla libera circolazione delle persone non riguardano solo le coppie eterosessuali sposate ma anche le coppie di fatto, le unioni civili e le coppie dello stesso sesso unite in matrimonio. Il riferimento esplicito alle coppie dello stesso sesso è stata introdotta grazie al voto di una maggioranza di europarlamentari.

Adina-Ioana Vălean, l'europarlamentare romena che si è battuta per l'inserimento di tale riferimento, ha dichiarato:

La mia relazione dimostra chiaramente quello che il Parlamento già sa e mette in pratica da oltre quattro anni: che le coppie dello stesso sesso devono affrontare ostacoli nella libera circolazione all'interno dell'Unione Europea.

Michael Cashman, presidente dell'intergruppo lgbt al Parlamento Europeo, spiega:

Non si tratta qui di imporre il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutta l'Unione Europea. Quello che vogliamo è semplicemente quello che le persone desiderano: che una famiglia, ogni famiglia, possa viaggiare o vivere in un qualunque punto dell'Unione Europea senza correre il rischio di essere separata dalle persone che ama. Mai si dovrebbe impedire a una madre di visitare il proprio figlio in ospedale perché in quel paese non vengono riconosciuti i suoi diritti di madre.

Via | Dos Manzanas
Foto | Flickr

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