Cosa significa veramente contro natura?

La dottoressa Lisa Signorile mette i puntini sulle i per quel che riguarda il concetto di “contro natura”

La dottoressa Lisa Signorile, esperta di genetica delle popolazioni, nonché divulgatrice molto apprezzata, che già abbiamo avuto modo di conoscere per il suo libro Il coccodrillo come fa. La vita sessuale degli animali in cui parla, tra l’altro, anche dell’omosessualità in natura, nel suo blog L’orologiaio miope su National Geographic ha pubblicato un post dal titolo Che cosa è veramente contro natura? in cui smonta tre luoghi comuni sull’omosessualità e cioè: nessun animale è omosessuale, l’omosessualità è una malattia da curare, l’omosessualità è contro natura. Ecco un breve riassunto del post, a cui vi rimando per la trattazione completa:

  • Animali omosessuali: sono almeno 1500 le specie animali che mostrano comportamenti omosessuali. ”Rospi, puzzole, leoni, delfini, scimmie, giraffe, koala, lucertole, pinguini, avvoltoi e tanti, tanti altri, incluse le umili cimici dei materassi, si accoppiano con individui dello stesso sesso, in natura”. “Un terzo delle coppie di albatros delle Isole Hawaii è costituito da due femmine che allevano insieme la prole, anno dopo anno, poiché è una specie fedele e monogama. Un quarto delle coppie di cigni neri australiani è costituito da due papà, e il loro successo riproduttivo è maggiore di quello delle coppie eterosessuali.

  • Omosessualità come malattia: “L’omosessualità umana non è più considerata una malattia dal lontano 1973, ovvero ben 41 anni fa, e di conseguenza parlare oggigiorno di «cure» è un nonsenso scientifico e un anacronismo, tanto come curare l’eresia con pubblici roghi in piazza”.

  • Omosessualità contro natura: la nostra società ha le sue radici nell’antica Grecia dove l’omosessualità era accettata e incoraggiata. “I tempi cambiano, e ora si scende in piazza negando anche queste radici che ci hanno regalato la filosofia di Socrate e le poesie di Saffo. Altri gruppi umani accettano e incoraggiano l’omosessualità, come gli Etoro della Nuova Guinea e gli abitanti delle isole Samoa, dove i Fa’afafine, gli «uomini femminili», sono parte integrante della società”. ”Le motivazioni addotte sono di solito di carattere religioso, per cui se la religione individua l’omosessualità come «contro natura» allora è un comportamento da biasimare o addirittura da punire […] Se l’omosessualità fosse «contro natura», allora dovrebbe esserlo anche tutta la base culturale su cui poggia la nostra società”.

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