Transamerica, un film da (ri)vedere

Transamerica è un film del 2005 di Duncan Tucker che vale la pena (ri)vedere in occasione della Giornata della memoria Transgender per sfatare alcuni pregiudizi sulla transessualità.

Transamerica è un film drammatico del 2005 di Duncan Tucker con Felicity Huffman, il cui slogan è “La vita è molto più di una semplice addizione delle sue parti”.

Il film racconta la storia di Bree (Felicity Huffman), una transessuale MtF in attesa dell’intervento che la porterà a essere definitivamente una donna. La telefonata di Toby (Kevin Zegers), figlio dell’unico rapporto eterosessuale della sua vita, stravolgerà i piani. Bree, quindi, sotto invito della sua psicanalista, si recherà al carcere di New York per riportare il proprio figlio a casa a casa. I due inizieranno un viaggio coast to coast alla volta di Los Angeles, viaggio atto alla ricerca di loro stessi e del loro rapporto.

Il viaggio, quindi, al di là di quello fisico che i due protagonisti del film compiono, è una metafora del cammino che fanno alla ricerca del loro vero io.

Transamerica, un film da (ri)vedere

Transamerica – che in Italia ha realizzato ottimi incassi, tanto da piazzarsi al terzo posto dopo Stati Uniti d’America e Regno Unito – ha ricevuto due nomination agli Oscar 2006 (miglior canzone originale e miglior attrice protagonista) e molti altri premi, tra cui miglior sceneggiatura al Deauville Film Festival, miglior attrice protagonista ai Golden Globes, ai Southeastern Film Critics Association Awards e al Tribeca Film Festival.

Tra gli aspetti più interessanti di questa pellicola, ci sono quelli che si mettono i “puntini sulle i”, anche in maniera un po’ didascalica, su alcuni aspetti della transessualità, come, per esempio, il fatto che la transessualità che non abbia nulla a che fare con il travestitismo (come afferma Bree di fronte all’invito a indossare un boa di struzzo: “non sono un travestito, sono una transessuale”), o che l'operazione per cambiare sesso non consista semplicemente in una asportazione dei genitali. Importante anche la distruzione del luogo comune che vede i transessuali accostati al mondo della droga.

Un film che merita di essere visto (o rivisto)

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