La Curia di Milano vuole schedare le scuole pro gay della diocesi?

Desta scalpore una lettera della diocesi di Milano agli insegnanti di religione in cui si chiede di segnalare tutte le scuole pro omosessuali

Duomo di Milano

Stando agli uffici della diocesi di Milano si tratterebbe solo di un’indagine conoscitiva, vista dall’esterno, invece, sembrerebbe proprio essere una schedatura a tutti gli effetti. Gli insegnanti di religione della diocesi ambrosiana, infatti, si sono visti arrivare una email di don Gian Battista Rota, responsabile del settore, che chiedeva quanto segue:

Cari colleghi come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale

La lettera di don Gian Battista Rota era disponibile nell’area privata del sito degli insegnanti di religione ma poi, quando la notizia dell’esistenza di questa lettera è venuta alla luce, la missiva è miracolosamente (è il caso di dirlo) sparita. Alcuni docenti di religione hanno comunque inviato la lettera a Repubblica e pertanto possiamo leggerne altri passi:

Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del “gender” vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte.

Quindi gli insegnanti di religione venivano invitati a compilare una tabella “entro la fine della settimana”, in modo che la curia di Milano avesse tutti i dati di cui necessitava. Dalla curia ambrosiana dicono che

l’iniziativa è contestualizzata nell’ambito della formazione in servizio dei docenti. La richiesta di informazioni nasce dalla preoccupazione che gli eventuali discorsi su temi così delicati e all’ordine del giorno del dibattito pubblico, vengano sempre affrontati dagli insegnanti di religione con competenza e rispetto delle posizioni di tutti.

Rispetto di tutti che, come sappiamo, la chiesa intende spesso come rispetto delle sue posizioni: se una cosa non piace a loro, non deve piacere nemmeno agli altri. Commenta Maria Silvia Fiengo, editrice ed esponente del Movimento famiglie Arcobaleno

È incredibile che una Diocesi di una città moderna come Milano chieda agli insegnanti di religione di segnalare le scuole in cui si parla di identità e orientamento sessuale I prof dovrebbero trasformarsi in “spioni” per conto di Dio (o di chi per lui) sul lavoro dei colleghi, dipendenti dello Stato. Non si capisce sulla base di quale investitura la Chiesa metta il naso in iniziative culturali proposte dalle scuole su temi di attualità e interesse anche per i ragazzi.

Noi restiamo sbalorditi

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