India: l'omofobia un'eredità dell'era coloniale


La condanna dell'omosessualità? In India è un retaggio del moralismo vittoriano importato dagli inglesi nel periodo coloniale.

L'affermazione ha il carattere dell'ufficialità dal momento che arriva dall'Avvocato generale dello stato, che in nome del governo è intervenuto davanti alla Corte Suprema. In una clamorosa inversione a U rispetto alla posizione sostenuta un paio di anni fa, il governo nega che la condanna dell'omosessualità faccia parte della tradizione indiana.

Seconda l'arringa dell'avvocato generale, infatti, nell'India precoloniale l'omosessualità era tollerata, ma gli inglesi portarono i loro valori vittoriani e modificarono i tratti di una cultura fondamentalmente libertaria; al contrario in Gran Bretagna fino al 1961 gli omosessuali sono stati presi di mira e la sodomia è stata perseguita come un crimine.

Ma non basta: il governo indiano, adesso, rivendica che "per molti inglesi, l'arte erotica indiana fu una rivelazione di pratiche che erano sconosciute nella loro patria oppure condannate come devianti e depravate: sesso di gruppo, sesso orale, sesso in ogni posizione, sodomia masturbazione". Complimenti!

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