Maxim Martsinkevich, l'uomo che torturava giovani gay in Russia, sarà libero fra meno di tre anni

Il criminale è stato condannato ma presto tornerà ad essere uomo libero.

Ricordate Maxim Martsinkevich? Era l'incubo del mondo Lgbt in Russia. Era leader di un gruppo omofobo chiamato Occupy Pedophilia, noto anche come Tesak (machete) ed era stato arrestato a Cuba lo scorso mese di gennaio in seguito a un ordine internazionale spiccato da Mosca.

Non era solo ma, insieme a lui, diverse persone agivano con lo scopo di picchiare e umiliare i gay. Loro avevano creato il gruppo con lo scopo di combattere la pedofilia ma sono state molto più numerose le violenze nei confronti del mondo Lgbt, del tutto estraneo al tema. Il suo scopo era semplice: abbordava ragazzi omosessuali, gli dava appuntamento in un luogo isolato e lì si presentava con gli altri complici.

Maxim Martsinkevich

Li umiliava, li costringeva a dire frasi false e autoconfessioni, costretti da minacce fisiche e psicologiche. Poi si filmava mentre li atterriva, invasato e pericoloso. Fu ricercato e scappò ma venne arrestato. Ai tempi si parlava di una condanna di cinque anni circa ma, in base alla ultime notizie, Maxim potrebbe uscire ben prima. Entro circa tre anni l'uomo potrebbe essere cittadino libero.

Del resto Martsinkevich non è stato condannato per le violenze ai danni dei giovani ragazzi omosessuali ma solo per generico "teppismo". Ai tempi, il suo avvocato cercò di ridimensionare la pena. Alexei Mikhalchik disse che non c'erano state vittime vere e proprie e che, alla fine, era stato socialmente attivo per aver esposto all'occhio pubblico oltre 100 pedofili. La corte ha stabilito che non ci sarà un ulteriore processo ma la pena dell'uomo è stata ridotta e trasformata, in parte, in lavori socialmente utili.

Via | GayStarNews

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