Palermo, 20enne gay picchiato dalla famiglia dopo il coming out

Protagonista della vicenda un ragazzo di vent'anni, Davide, vittima di violenza e insulti da parte della sua famiglia. A salvarlo, la fuga.

Davide ha vent'anni, è gay e, diversamente da tanti suoi coetanei, non ha più una famiglia accanto. Esiste ancora, sono vivi e vegeti ma non hanno mostrato l'affetto e l'amore che ognuno spera.

"Avevo davanti due scelte: farmi uccidere o provare a scappare. Ma non mi importava, dovevo scappare. Però avevo paura che mi venissero a cercare"

Queste le drammatiche parole confessate dal ragazzo che rivela le vessazioni subite. Davide è scappato dai suoi genitori a causa di un clima, tra le mura di casa, diventato irrespirabile. Tutto questo è nato in seguito al suo coming out e alla confessione di essere gay. La reazione è stata delle peggiori. E così il giovane ha deciso che qualcosa doveva obbligatoriamente cambiare: o uccidersi o fuggire. Ha scelto, fortunatamente, la seconda opzione e quindi si è calato dal balcone di casa sua, di nascosto, con soli 80 euro in tasca, per cercare di rifarsi una vita altrove.

Davide ce l'ha fatta a rinascere. Ha trovato un lavoto vicino a Catania, divide casa con altri coinquilini. Su Facebook, ogni tanto sua zia gli scrive il proprio odio

"Mi scrive 'impiccati'. Secondo loro non devo esistere. Non a queste condizioni"

Il nuovo spot contro l’omofobia per la Gay Help Line 800.713.713

Ricorda il periodo sofferto con il padre e il coming out:

"Mi ha chiesto: “Ti droghi? Parla con me. Qualsiasi cosa sia, io ci sono”. Poi la confessione più sofferta. "E lui mi ha detto che era meglio che fossi drogato. Meglio la galera, una rapina in banca“

Sono iniziati gli insulti, le botte, la violenza. Un inferno in casa. Davide è scappato e ce l'ha fatta. I genitori a uscire dalla loro ignoranza, invece, no.

Via | CataniaToday

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