Noi e loro. Insieme contro le ingerenze religiose

Per la serie “ogni mondo è paese”, domenica scorsa (29 aprile) circa un milione di dimostranti hanno manifestato ad Istanbul per difendere la laicità dello Stato, minacciata dalla candidatura del Ministro degli Esteri Abdullah Gul.

La manifestazione, promossa da 600 organizzazioni non governative, era stata preceduta da una analoga due settimane prime ad Ankara.

Anche l’esercito ha manifestato il proprio supporto ai partecipanti, scesi in piazza per denunciare “la deriva filoislamica del governo”.

Su quanto sta accadendo in questi giorni in Turchia, credo si possano fare diverse considerazioni.

Prima considerazione. Accecati dall’idea di “occidente moderno”, troppo spesso ci rapportiamo con il nostro “nuovo mondo” delineando bene le differenze tra noi e loro. Perché? Non sarebbe molto più semplice, per un dialogo tra soggetti adulti, sottolineare prima i punti in comune?!

Seconda considerazione. Vittime, mediatiche, del terrorismo islamico abbiamo sempre visto loro, i musulmani, come i veri estremisti. E poi arrivano notizie come questa. Non sarà che il nostro urlo, più o meno motivato, del “al lupo, al lupo” abbia anestetizzato l’udito di coloro che dall’ingerenza religiosa devono preservarci?!

Fonte: euronews.net

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