Estonia, sì alle unioni civili gay

Passo importante applaudito dalle associazioni Lgbt

Già qualche anno fa si parlava della possibilità di legalizzare le unioni civili anche per gli omosessuali. Era stato proprio lo stesso ministro Kristen Michal ad aver inviato una lettera ai vari partiti politici presenti in Parlamento per informarli del progetto di legge specificando che

Non è una questione di famiglie dello stesso sesso o di matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma è un qualcosa di indipendente dal sesso, dal momento che dobbiamo garantire i diritti di tutti.

Diritti di tutti, non cittadini di serie A e di serie B (per essere 'generosi'). E dopo tre anni da questa possibilità, in Estonia è diventata finalmente realtà la possibilità di riconoscere le coppie dello stesso sesso e comprendere anche queste ultime nelle unioni civili.

Unioni-civili-gay

il Parlamento ha infatti approvato la legge con 40 voti favorevoli, 36 contrari e 23 astenuti. Differenza minima, certo, ma che ha comunque permesso di diventare attuabile dal 2016.

Il Centro per i Diritti Umani del Paese ha gioito e applaudito per la scelta e la legge passata, definendola

"un atto storico"

Quello che soprattutto è stato apprezzato è anche il messaggio che automaticamente emerge accanto alla Russia che è sempre stata fortemente contraria ai diritti gay. Addirittura c'è una legge contro la propaganda omosessuale che impedisce di parlare pubblicamente di relazioni Lgbt e punisce anche l'intimità tra persone dello stesso sesso.

In tutto questo, c'è sempre il solito pensiero che nasce. L'Italia? Dorme.

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