Coppia di sposi gay ad Alfano: "Atto di prepotenza contro il riconoscimento dei diritti"

A replicare alle parole del Ministro ci hanno pensato Carlo e Simone

Angelino Alfano, nei giorni scorsi, ha tuonato contro la trascrizione delle nozze gay da parte dei sindaci. E, fortunatamente, molti Primi Cittadini hanno criticato questa dichiarazione, minacciando di disobbedire a questa richiesta che vuole a tutti i costi annullare i diritti minimi concessi nel nostro Paese.

Sull'argomento, anche una coppia gay italiana che si è sposata a New York, ha deciso di intervenire per esprimere il proprio pensiero in merito. Loro sono Carlo e Simone e hanno esposto il loro più che comprensibile punto di vista in un'intervista al Corriere. Partendo proprio dall'effetto delle parole di Alfano:

Angelino Alfano

"La legge italiana dichiara non trascrivibili gli atti contrari all’ordine pubblico: restiamo in attesa di comprendere dal ministro in che termini un matrimonio come il nostro possa rientrare in questa categoria. L’affermazione del ministro ci appare l’ennesimo atto di prepotenza contro il riconoscimento dei nostri diritti. Questo ci ferisce nel profondo e fa sempre più perdere fiducia nelle istituzioni, che appaiono lontane dalla società reale e miopi verso le tante coppie, anche omosessuali, che convivono more uxorio ed hanno anche figli. Se il mancato riconoscimento del matrimonio omosessuale può nuocere a chi non ha figli da vari punti di vista risulta essere ancora più grave quando si tratta di coppie con figli che sono riconosciuti solo alla madre (o al padre) naturale e non al partner"

In Italia, il loro rapporto non ha lo stesso valore ma è il simbolo di una battaglia, una lotta per essere riconosciuti:

Il nostro matrimonio non è “carta straccia” sia perché, di fatto e giuridicamente, è un matrimonio legale (qualsiasi cosa ne possa dire Alfano) sia perché rappresenta, nel nostro piccolo, una battaglia per evidenziare questa anomalia tutta italiana (e di pochi altri Stati non democratici) in cui la felicità delle persone è messa in secondo piano rispetto all’ideologia

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