Margaret Anderson la donna che lanciò Joyce e si innamorò della vedova di Enrico Caruso

Fu una figura di spicco della cultura americana. La sua rivista, accusata di dare scandalo, lanciò scrittori destinati a cambiare il corso della Letteratura.

Vi sono nomi che pur avendo contribuito in modo fondamentale al mondo della cultura rimangono come in una zona di chiaroscuro. Noti agli studiosi, ma quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico. Un destino questo che calza alla perfezione a Margaret Anderson (1886-1973). Fondatrice di The Little Review, una delle riviste letterarie più importanti d' America, la Anderson ebbe il grande merito di lanciare dalle pagine del suo giornale scrittori destinati a lasciare un segno indelebile nella letteratura mondiale come Ezra Pound, T.S. Eliot e James Joyce di cui pubblicò ben tredici capitoli dell'Ulisse (allora ancora senza editore).

Un fiuto straordinario per il talento e la genialità che la portò ad essere però processata insieme alla compagna Jane Heap per oscenità (sotto accusa proprio l'opera di Joyce). Le due donne se la cavarono con un'ammenda di 100 dollari e lo stampo delle loro impronte digitali che finì negli archivi della polizia americana.

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Margaret e Jane pensarono allora di lasciare l' America ed andare a vivere nella meno puritana Francia. Qui diventarono ben presto seguaci del pensiero di George Ivanovitch Gurdjieff. Gli insegnamenti dell'uomo esercitarono una grande influenza su Margaret Anderson che rimase vicino al filosofo fino alla sua morte, dedicandosi poi alla stesura di libri in cui il pensiero di Gurdjieff venne ampiamente studiato e divulgato. Dopo un progressivo, ma lento allontanamento di Jane Heap, la Anderson trovò un nuovo grande amore in Dorothy, giovane vedova di Enrico Caruso. Incontratesi nel 1942 su un transatlantico in rotta per gli Stati Uniti, le due donne rimasero felicemente insieme fino alla scomparsa della Caruso nel 1955.

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