Il confessore di Lucio Dalla contro la comunità: gay sciacalli


Eccolo qui il vero motivo del contendere, la vera pietra dello scandalo attorno a Lucio Dalla e al suo retaggio culturale. Non sulla persona - si badi bene - ché ogni persona è libera, autonoma e prende le decisioni che vuole; ma attorno al personaggio, che - lo voglia o no - ha una responsabilità culturale e politica. Se sceglie di evitarla, comunque non può essere esentato dalle critiche.

Il punto non è (solo) essere un personaggio pubblico - un Artista, per certuni - omosessuale e non spendere mai una parola di incoraggiamento, di sostegno, di vicinanza a tanti giovani che tuttora incontrano difficoltà e ostacoli solo a causa del loro orientamento sessuale, con tutto quello che ne deriva.

Il punto è essere gay - oppure omosessuale, per chi preferisce concentrarsi sulla sessualità senza dare peso all'affettività e all'amore - e, al tempo stesso, dichiarare fedeltà a una delle organizzazioni che, più di tutte, combattono i gay, ostacolano i loro diritti e veicolano un'idea di omosessualità degradata e degradante, peccaminosa e scandalosa. Un'omosessualità da vivere "dignitosamente", "nel riserbo", "in silenzio".

Ma non si possono mantenere fedelà duplici, quando sono contrastanti: «Non potete servire a Dio e a Mammona», disse circa duemila anni fa un uomo vissuto in Palestina (Mt 6, 24 e Lc 16,13). Come si fa a essere gay - vivere amori gay - e al tempo stesso baciare la pantofola al papa, frequentare vescovi e cardinali, flirtare con l'Opus Dei?

Fatto sta che il confessore di Lucio Dalla, padre Bernardo Boschi, si è scagliato contro la comunità lgbt, cui viene - ironicamente - attribuito il giudizio di Lucia Annunziata sull'ipocrisia della chiesa cattolica, che concede il funerale in cattedrale purché si viva da omosessuali, ma in silenzio.

Le critiche alla chiesa, secondo il padre confessore, sono

una vendetta dei gay che volevano fare del cantante una bandiera.

Mentre Dalla Lucio era "una persona di grande fede" e non ha "mai voluto conclamare" la propria omossessualità": quelli che criticano "sono sciacalli, iene. Sputano sentenze su cose più grandi di loro".

È rivelatrice di un certo pensiero, però, una frase pronunciata (sfuggita?) al prete:

"Questi soloni che imperversano, dicendo che la Chiesa è ipocrita non sanno niente della Chiesa. Anche Gesù andava dalle prostitute perché si convertissero. Io sono andato tante volte a casa di Lucio e c'era anche Marco Alemanno, e non ho mai visto nulla".

Ecco qui! Basta "non vedere nulla" e tutto è a posto. Se non è ipocrisia questa...

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