Per il Tar i prefetti non possono annullare le trascrizioni delle nozze gay

Secondo il TAR del Lazio: “Solo tribunali possono annullare trascrizioni, non i prefetti”.

Aggiornamento 9 marzo 2015

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di alcune coppie contro l'annullamento disposto dal Prefetto della trascrizione del loro matrimonio celebrato all'estero nel registro dell'Unioni Civili del Comune di Roma e ha disposto che gli annullamenti disposti da alcuni prefetti non sono validi dal momento che l’annullamento di un atto del genere può arrivare solo dal Tribunale Civile. In tal senso si era già pronunciata la procura di Udine a fine novembre 2014.

I giudici della Prima Sezione Ter del Tar del Lazio affermano che se da un lato è vero che l'attuale disciplina nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili nei registri dello stato civile è pur vero che l'annullamento di trascrizioni nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all'estero, può essere disposto solo dall'Autorità giudiziaria ordinaria e non da ministro e prefetto, così come era avvenuto nei mesi scorsi. Pessima figura per i prefetti e, prima di loro, per il ministro Alfano.

In particolare il TAR fa riferimento al decreto del Prefetto di Roma dello scorso 31 ottobre 2014 con cui Giuseppe Pecoraro aveva annullato le trascrizioni nel registro dello stato civile presso il Comune di Roma di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all'estero. Inoltre, il TAR si riferisce alla circolare del Ministro dell'Interno del 7 ottobre 2014, nel quale il titolare del Viminale Angelino Alfano invitava i prefetti a "rivolgere ai sindaci formale invito al ritiro di tali disposizioni ed alla cancellazione delle conseguenti trascrizioni" procedendo "all'annullamento d'ufficio degli atti illegittimamente adottati".

Così commenta Flavio Romani, presidente di Arcigay:

Abbiamo sempre sostenuto che la circolare del Ministro Alfano che ordinava l'annullamento delle trascrizioni dei matrimoni samesex fosse un abuso. Ora che è un tribunale a dirlo, il Ministro prenda nuovamente in mano carta e penna e ci firmi, questa volta, le sue dimissioni.

Il prefetto di Bologna annulla le trascrizioni


Angelino Alfano

aggiornamento 3 dicembre

Il prefetto di Bologna ha fatto annullare, tramite un funzionario della prefettura, la registrazione dei matrimoni ugualitari celebrati all'estero, adducendo come motivazioni le stesse che troviamo nella circolare di Alfano (circolare che, lo ricordiamo, è stata dichiarata non valida dalla Procura di Udine).

Durissima la reazione di Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, che è giunto a parlare di mobbing di Stato verso le persone omosessuali.

Alfano difende la sua circolare contro la trascrizione delle nozze gay

aggiornamento 1 dicembre

Il ministro dell’interno Angelino Alfano torna a parlare della trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero nei registri civili italiani e difende la sua posizione. Nel corso del videoforum di Repubblica, infatti, Alfano ha ribadito la sua posizione in merito all’ormai celebre circolare che chiede ai prefetti di vigilare e, se necessario, annullare la trascrizione dei matrimoni ugualitari celebrati all’estero. Il ministro Alfano ha affermato:

La mia posizione è molto chiara: la legge non prevede questo tipo di unione e il mio obiettivo è far rispettare la legge.

E poi ha continuato sostendo che quando

il Parlamento ne approverà una [di legge] potete stare certi che il mio unico obiettivo sarà di farla rispettare.

Quello che però in molti contestano ad Angelino Alfano è diverso da quello che lui afferma: lo sappiamo tutti che in Italia non esiste una norma sui matrimoni gay! In una situazione del genere ci si sarebbe aspettato che un ministro avesse preso posizione per difendere i diritti dei cittadini, non per continuare a negarne ad alcuni. La legge non c’è, è vero, e quindi che si fa? Si contrasta anche quei piccoli passi che potrebbero portare ad averne una. Tanto più che la procura di Udine, come è noto, ha recentemente stabilito che la circolare di Alfano non è valida, dal momento che non è competenza del ministro né dei prefetti annullare quanto scritto nei registri civili, ma è di esclusiva pertinenza dei giudici.

Il ministro dell’interno, poi, ha auspicato che si eviti tanto “il turismo nuziale che il federalismo matrimoniale”.

La Procura di Udine si pronuncia contro la circolare di Angelino Alfano

Aggiornamento 27 novembre

La Procura di Udine si è pronunciata sulla circolare del ministro Angelino Alfano e, a seguito della denuncia di Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBT, ha sostenuto che la circolare del ministro non sia valida, dal momento che annullare un atto di un registro civile è prerogativa del giudice. Stando alla Procura, la legge

non legittima né ammette un ruolo così autoritario e di simile “prevaricazione” del Prefetto, quale quello nel caso di specie [dal momento che] il dominus dello stato civile è e resta il Sindaco [e le sue] prerogative possono essere corrette solo attraverso un procedimento giurisdizionale ad opera del giudice.

Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, ci va giù molto pesante e definisce fuorilegge l'operato del ministro Alfano, giungendo a chiederne le sue dimissioni, dal momento lui “è inciampato proprio nella Legge, quella di cui si professava difensore. E forse scopre per la prima volta che la legge è uguale per tutti” e ha “ha usato il suo ruolo e gli strumenti che quel ruolo gli mette a disposizione per fare esattamente il contrario e per perseguitare coppie di gay e lesbiche sulla base delle sue personalissime convinzioni”.

Il prefetto di Roma chiede a Marino di annullare le trascrizioni

Aggiornamento 21 ottobre

Dopo la trascrizione del matrimonio ugualitario di sedici coppie da parte del sindaco di Roma, il prefetto, Giuseppe Pecoraro, ha chiesto formalmente a Ignazio Marino di procedere alla cancellazione di tali atti. Nel caso in cui il primo cittadino della Capitale si rifiutasse, interverrà direttamente la prefettura.

Intanto da Trento arrivano alcune considerazioni sulla trascrizione da parte del sindaco, Alessandro Andreatta, per il quale tali operazioni sono semplicemente mediatiche, dal momento che dal punto di vista giuridico non hanno alcun valore.

Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBT, nel frattempo, ha diffidato il ministro Alfano e il prefetto di Roma dall'annullare le trascrizioni, dal momento che questa è materia che non compete loro, ma al giudice.

Ignazio Marino trascrive le nozze gay a Roma


Aggiornamento 18 ottobre

Come annunciato, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha trascritto questa mattina alcuni matrimoni ugualitari celebrati all'estero: la cerimonia è avvenuta in Campidoglio mentre fuori la piazza era blindata per via della manifestazione del Nuovo Centrodestra che si opponeva fortemente a questa scelta del sindaco Marino. Dal canto suo, Angelino Alfano ha fatto sapere che quella di Marino è solo un autografo in calce a un documento e non ha alcun valore legale.

Anche Fiumicino, in provincia di Roma, ha scelto di ignorare la circolare di Alfano e di schierarsi accanto ai diritti umani delle persone LGBT trascrivendo nozze gay celebrate all'estero.

Da destra, invece, oltre ai continui borbottii di Angelino Alfano, si uniscono contro le unioni gay anche Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Renzi, e Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord.

Ignazio Marino e Luciana Littizzetto contro la circolare del ministro Alfano


Aggiornamento 13 ottobre

A distanza di giorni dalla circolare di Angelino Alfano che vieta la trascrizione nei registri dei matrimoni ugualitari celebrati all'estero, si continua ancora a discuterne in Italia.

Intervistato da SkyTg24 il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha annunciato che il prossimo sabato, 18 ottobre, procederà alla trascrizione di tali matrimoni. In serata, invece, Luciana Littizzetto nel corso della trasmissione Che tempo che fa le ha cantate al ministro Alfano.

La situazione a Milano


Milano non sarà più gemellata con San Pietroburgo

Aggiornamento 11 ottobre

Dopo la circolare di Angelino Alfano il sindaco di Milano ha rotto gli indugi e ha trascritto alcune nozze tra persone dello stesso sesso celebrate all'estero. Apriti cielo! Subito la curia ambrosiana è intervenuta dicendo che quella da difendere è la famiglia tradizionale. Anche la prefettura non ci sta alla disobbedienza di Giuliano Pisapia e ha richiesto gli atti della trascrizione.

L'ANCI contro Angelino Alfano


Angelino Alfano

Aggiornamento 10 ottobre

L'ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – scende in campo contro il diktat di Angelino Alfano e, tramite il suo presidente Piero Fassino, fa sapere che

la trascrizione delle unioni coniugali contratte all’estero è materia troppo delicata per essere lasciata al caso per caso. Né d’altra parte si può accettare di affidare tale materia a ordinanze prefettizie su competenze che la legge riconosce in capo agli Enti locali. Per questo, come presidente Anci, chiedo un incontro urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro Alfano per assumere un orientamento chiaro e comune in materia.

Tante polemiche sulla circolare di Alfano

Aggiornamento 9 ottobre

Non si placano le polemiche sulla circolare di Angelino Alfano contro la trascrizione dei matrimoni ugualitari celebrati all'estero. Se da un lato interviene Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, con delle affermazioni che, comunque, non vanno certo nella direzione del rispetto dei diritti umani delle persone LGBT, dall'altro una coppia di sposi gay ha preso carta e penna e ha inviato al Corriere una lettera aperta indirizzata ad Alfano in cui, tra l'altro, si afferma senza mezzi termini che quello del ministro è un "atto di prepotenza contro il riconoscimento dei diritti"

Per Alfano c'è una violenza inaudita nei suoi confronti per la questione delle nozze gay

Aggiornamento ore 12.30Nel frattempo giunge la notizia

che Forza Italia si è smarcata dal Nuovo Centrodestra e dal suo leader e continua per la strada di voler lavorare per i diritti umani delle persone LGBT: all'interno del partito di Silvio Berlusconi, infatti, è stato aperto il Dipartimento “Libertà civili e diritti umani contro ogni discriminazione” guidato da Mara Carfagna.

Debora Serracchiani le canta ad Alfano


Angelino Alfano

Aggiornamento ore 10.15

Angelino Alfano a RaiTre si è meravigliato della “violenza inaudita” nei suoi confronti:

Quello che mi ha davvero impressionato ieri, a fronte di una direttiva ai prefetti che li invita a invitare i sindaci a rispettare le leggi e a non fare in Italia cose che le leggi non prevedono, è che mi sono visto tirare addosso una quantità di insulti e di aggettivi di una violenza inaudita: da parte di associazioni e di giornalisti, e oggi da parte di titoli di giornali e di esponenti politici.

Eh, caro ministro, mai sentito il detto: “Chi semina vento raccoglie tempesta”? La violenza va sempre condannata, ma forse dovrebbe passarsi una mano sulla coscienza e valutare da quale parte sia stata usata violenza.

Intanto Debora Serracchiani, vicesegretaria del PD, mette i puntini sulle i:

Alle domande in materia di diritti civili non si risponde a colpi di circolari. I diritti civili non sono un problema burocratico, ma un'esigenza della nostra società di cui la politica deve farsi carico: sono convinta che nel disegno di legge depositato in Senato vi sia una risposta adeguata. Ho fiducia che l'approvazione entro fine anno di quel testo metterà fine a molte polemiche, più o meno strumentali, e porterà il Paese a un livello europeo di civiltà.

Quello stesso PD, comunque, che non sta facendo un bel niente per il rispetto dei diritti umani delle persone LGBT in Italia.

La circolare di Angelino Alfano ai prefetti sulle unioni omosessuali


Aggiornamento, 8 ottobre - ore 9.15

Sul sito del ministero dell'Interno è pubblicata la circolare di Angelino Alfano. L'oggetto di tale circolare, come è noto, è il seguente: Trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero. Nella circolare, si legge tra l'altro:

Al di là della validità formale della celebrazione secondo la legge straniera, l'ufficiale di stato civile ha il dovere di verificare la sussistenza dei requisiti sostanziali necessari affinché la celebrazione possa produrre effetti giuridicamente rilevanti. Non vi è dubbio che, ai sensi del codice civile vigente, la diversità di sesso dei nubendi rappresenti un requisito necessario affinché il matrimonio produca effetti giuridici nell'ordinamento interno, come è chiaramente affermato dall'art. 107 C.C., in base al quale l'ufficiale dello stato civile 'riceve da ciascuna delle parti personalmente, l'una dopo l'altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e di seguito dichiara che esse sono unite in matrimonio.

Alfano snocciola i codici e gli articoli secondo cui non è possibile la trascrizione in Italia dei matrimoni ugualitari celebrati all'estero e poi arriva l'ordine:

Ove risultino adottate “direttive” sindacali in materia di trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero, e nel caso sia stata data loro esecuzione [i prefetti] rivolgeranno ai sindaci formale invito al ritiro di tali disposizioni ed alla cancellazione, ove effettuate, delle conseguenti trascrizioni, contestualmente avvertendo che, in caso di inerzia, si procederà al successivo annullamento d'ufficio degli atti illegittimamente adottati, ai sensi del combinato disposto degli articoli 21 nonies della legge 241 del 1990 e 54, commi 3 e 11, del d.Lgs 267/2001

Come annunciato in precedenza, quindi, o i sindaci annulleranno le trascrizioni o le stesse verranno dichiarate nulle d'ufficio. Ricordiamo qui la presa di posizione del sindaco di Bologna, Virginio Merola: “Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque, ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento”.

Infine, Angelino Alfano, invita i prefetti a vigilare sugli uffici dello stato civile per “garantire che la fondamentale funzione di stato civile, esercitata, in ambito territoriale, dal sindaco nella veste di ufficiale di governo, sia svolta in piena coerenza con le norme attualmente vigenti che regolano la materia”.

Per Alfano le polemiche sulle nozze gay sono ideologiche


Aggiornamento ore 21

All’Agenzia Vista, Angelino Alfano afferma che ci sono state troppe polemiche ideologiche in merito alla sua richiesta di non trascrivere le nozze gay celebrate all’estero. Ecco le parole del ministro:

Ho visto troppe polemiche ideologiche su una decisione che invece riguarda solo il rispetto della legge. La legge italiana non prevede che due persone dello stesso sesso possano sposarsi, men che meno si può immaginare che due persone dello stesso sesso si sposino all’estero e poi registrino nel Registro dello stato civile italiano, in un comune del nostro Paese, quel matrimonio. Ecco perché io ho esercitato il potere di vigilanza dello Stato attraverso i prefetti, come è esattamente nel nostro dovere oltre che nelle nostre competenze statali.

Se proprio vogliamo parlare di ideologia, il ministro dovrebbe fare un serio esame di coscienza, per usare una terminologia cattolica a lui particolarmente cara.

Intanto Matteo Renzi tace: e per fortuna che diceva che il tema dei diritti civili non era solo da campagna elettorale...

La ribellione dei sindaci alla circolare di Alfano


Aggiornamento ore 14,30

I sindaci italiani non ci stanno al diktat di Angelino Alfano contro la trascrizione nei registri dell'anagrafe dei matrimoni ugualitari celebrati all'estero. Virginio Merola, sindaco di Bologna, non intende fare alcun dietrofron:

Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque, ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento. Io non obbedisco. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Occorre che il Parlamento si decida finalmente ad approvare una legge, questo è il tema che dovrebbe riguardare un ministro della Repubblica.

E poi continua, andando giù duro:

Leggeremo la loro stupida circolare, annulleranno l'atto, non sarò certamente io a farlo e si assumeranno le loro responsabilità.

Il comune di Napoli, dal canto suo, ha annunciato che, contro la circolare del ministro Alfano si “ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti dal momento che a circolare per annullare le trascrizioni è contraria al principio costituzionale di uguaglianza dei diritti”.

Le reazioni alle affermazioni di Angelino Alfano


Angelino Alfano

Aggiornamento ore 14

Moltissime le reazioni dei politici alle dichiarazioni di Alfano: Matteo Orfini, presidente del PD, Twitta:

Gli fa eco Roberto Speranza, capogruppo Pd alla Camera

Alfano si occupa con molta insistenza di nozze gay. Come se da questo dipendesse la sicurezza del Paese. E i diritti delle persone invece?

Duro Nichi Vendola, leader di SEL:

Evidentemente nel governo delle larghe intese a Renzi spetta la parte degli annunci, mentre chi detta legge sui diritti sociali è il diversamente berlusconiano Sacconi. E sui diritti civili e sulla dignità e la libertà delle persone detta legge il diversamente berlusconiano Alfano, famoso per la vicenda kazaka e per aver votato a suo tempo la vergogna della Bossi/Fini

Scende in campo anche il Codacons, che annunciando un ricorso collettivo al Tar del Lazio, sostiene:

La circolare ai prefetti viola palesemente quanto disposto in tema di coppie di fatto dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo e, in quanto tale, è illegittima.
Flavio Romani

, presidente di Arcigay, invita alla disobbedienza:

La gravità politica del gesto messo in campo dal Ministro Alfano in questo contesto è senza precedenti e definisce un'apartheid che l'Italia non si merita e che offende la sua Carta Costituzionale. Per noi è tempo di Resistenza: rivolgiamo un appello accorato a tutti gli amministratori locali affinché disobbediscano metodicamente all'atto di imperio del Ministro, così come l'Italia della Resistenza seppe disobbedire agli ordini fascisti. E ci appelliamo anche al Parlamento, affinché tolga la fiducia ad un governo torbido, ostaggio della lobby clericale, che umilia i cittadini e le cittadine e fa venir meno i presupposti minimi della democrazia.

E Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, è lapidario:

Con questa operazione il Governo Renzi si dimostra uno dei più omofobi e conservatori degli ultimi decenni. Alle promesse elettorali del premier, che parlava di riconoscimenti entro i primi cento giorni, sono seguiti distinguo, dilazioni e la cancellazione di fatto del tema dall'agenda dell'esecutivo e del Parlamento.

La doccia fredda di Alfano: le trascrizioni delle nozze gay saranno annullate

Angelino Alfano

Proprio nel giorno in cui, dopo tante attese, il Consiglio comunale di Milano, ha chiesto al sindaco Pisapia di iscrivere le unioni tra persone dello stesso sesso celebrate all'estero all'Anagrafe, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha fatto sapere che sta per emanare una circolare in cui ordina ai prefetti di cancellare tutte le trascrizioni delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all'estero. Intervenendo a Rtl il ministro ha detto:

Questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti per chiedere la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso fatti all'estero. Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane.

Ricordando che la legge italiana al momento non prevede tale trascrizione e sottolineando, quindi, che chi ha agito in questo senso ha violato la legge, Alfano ha continuato:

Dove risultino adottate queste direttive sindacali in materia di trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all'estero e che vogliono essere registrate in Italia, dirò ai prefetti che si dovranno rivolgere ai sindaci indirizzando loro un invito formale al ritiro di queste disposizioni e alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d'ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati.

Quindi: o i sindaci annullano quanto fatto finora oppure le trascrizione dei matrimoni ugualitari celebrati all’estero saranno annullate d’ufficio. Quindi Alfano conclude:

Il punto è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di Stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane.

Per la serie: indietro tutta.

Via | Repubblica


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