Le lettere del priore Baudri di Bourgeuil e l'amore gay nel Medioevo

Le tante lettere e poesie d'amore del priore Baudri di Bourgeuil (1046–1130) sono state prese in considerazione solo di recente, dopo anni di ostracismo. Parole che mettono in luce una sensibilità non di maniera come si voleva far credere un tempo, ma un sentimento omosessuale che trova nella poesia uno alto strumento di legittimazione.

Nel corso dei secoli critici e studiosi accecati dal pregiudizio hanno travisato, censurato, negato l'omosessualità, soprattutto quando tra le loro mani e sotto il loro sguardo finivano lettere e poemi di monaci e prelati. Solo a partire dal secolo scorso grazie al lavoro profondo e lungimirante, accurato e senza incertezze di John Boswell le cose hanno cominciato a cambiare anche in campo accademico. I suoi studi hanno dimostrato che la celebre sensibilità gay di frati e vescovi letterati in epoca medievale non era la mera imitazione di uno stile, un calco di maniera, ma piuttosto un preziosissimo strumento con cui legittimare i propri sentimenti omosessuali.

Del resto basta leggere le lettere e le poesie d' amore del priore e futuro arcivescovo  Baudri di Bourgeuil (1046–1130), per sconfiggere ogni dubbio, ogni titubanza. Parole le sue che non parlano solo di amore spirituale, di fratellanza dei cuori, ma anche di vera passione fisica, di amore che vive anche nella fisicità, sottolineando in un passaggio quanto Dio sia in queste cose molto più comprensivo ed accondiscendente degli uomini.

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