Grindr dagli incontri di chat alla lotta per i diritti gay

Chi l'avrebbe mai detto che chattando per incontrare qualcuno - obiettivo quattro chiacchiere oppure quattro salti sul letto - si poteva lottare per i diritti civili? Eppure è quello che sta tentando di fare Grindr, la popolare app che permette di individuare i gay nei dintorni e contattarli.

Visto gli scarsi risultati che si ottengono in genere con Grindr per incontrare (eccetto a Tel Aviv, dove l'ho trovato efficacissimo), forse l'app si rivelerà più efficace nella promozione dei diritti civili. Fatto sta che è nata da poco Grindr for Equality, uno strumento per diffondere informazioni e consapevolezza sulle campagne per i diritti civili.

Si va dalla lotta per l'abolizione del Don't Ask, Don't Tell, al No alla Proposition 8, come sottolinea Joel Simkhai, fondatore e Ceo della società. Sincero impegno civile oppure il tentativo di crearsi una bella immagine? Forse conteranno i risultati.

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