Violette Murat, Marcel Proust e il sommergibile

Bistrattata da Marcel Proust, ma instancabile animatrice della vita parigina, Violette Murat (1878-1936) con le sue stravaganze fu al centro di pettegolezzi e aneddoti che hanno valicato i decenni.

Di lei Marcel Proust disse, facendosi beffa della sue proporzioni poco leggiadre: "Ha più l'aspetto di un tartufo che di una violetta". Un 'antipatia quella tra il grande scrittore e l'eccentrica aristocratica che trovava nutrimento nelle pagine della Recherche stessa dove la Murat, ovviamente sotto mentite spoglie, veniva descritta come avara e spilorcia. Un ritratto poco edificante che la donna non perdonò mai a Proust.

Nonostante questa infelice nomea, la principessa, nipote di Murat e discendente di Napoleone per via materna (Caroline Bonaparte aveva sposato il braccio destro dell'imperatore diventato nel frattempo re di Napoli), fu una delle grandi animatrici della vita sociale di quegli anni, dividendosi tra Parigi e la Costa Azzurra, dove si mormorava tenesse addirittura un sommergibile per fumarsi in santa pace tutto l' oppio che voleva. Una delle sue grandi passioni.

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Amica di scrittori ed intellettuali, la nobildonna aveva un debole spiccato, oltre che per il sopracitato oppio, anche per le persone del proprio sesso. Tra le sue amanti più importanti, impossibile non citarla, la pittrice Marie Laurencin, nota per il suo dipinto Les invités in cui compare, insieme alla sua amante del momento, anche Pablo Picasso.

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