La bisessualità di Steve McQueen, il gran ribelle

Inquieto e intrattabile, Steve McQueen, una delle grandi leggende di Hollywood, aveva alle spalle un'infanzia infelice ed un travagliato periodo in riformatorio.

Il mito di Steve McQueen (1930-1980) non sembra conoscere stanchezze, dalla sua scomparsa nel 1980 fino ad oggi, l'attore è stato oggetto di diverse biografie, alcune scritte per fare meramente scandalo, altre più equilibrate e con il nobile intento di andare oltre la leggenda, di svelare il mistero di quest' uomo dal carattere a tratti impossibile, ma il cui talento ha segnato indelebilmente la storia del cinema.

Dietro di lui, pesante ed inamovibile come un macigno, un' infanzia difficilissima che lo portò ancora adolescente dritto in riformatorio, a prostituirsi a Times square e ad essere per tutta la vita in attrito con il mondo intero. Il suo fascino inquieto conquistò tuttavia Hollywood e McQueen divenne in poco tempo la star più pagata, inseguita e corteggiata di tutto il panorama cinematografico americano.

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Un' inquietudine la sua che si faceva sentire anche nella vita privata, dove si susseguivano amori profondi come quello per Ali MacGraw ed avventure di una solo stagione con dive bellissime come Natalie Wood, Jacqueline Bisset e Faye Dunaway. Ma accanto a questi flirt eterosessuali fiorivano altre passioni, altri incontri, appuntamenti con nomi altrettanto importanti di Hollywood ma di sesso diverso come Rock Hudson, Sal Mineo e Paul Newman con cui aveva, almeno così si dice, un rapporto particolarmente conflittuale ed intenso.

Un passato burrascoso che condizionò buona parte della sua esistenza e che lo portò via via a fare scelte sbagliate, a rifiutare ruoli importanti, a creare inevitabilmente un distacco tra lui e gli altri. Nel 1980, quando morì a soli cinquantanni la sua carriera sembrava avviata ad un precoce declino.

Via | Gayinfluence

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