Viaggio di solo andata: Robin Blaser, da Berkeley a Vancouver

Robin Blaser

Non esiste intelligenza senza amore. L’amore, diceva Robin Blaser, è intelligenza. Con questa preziosa convinzione dentro di sé, il poeta affrontò tutta la sua vita. La vita e l’arte difficile dello scrivere. Di decifrare il linguaggio segreto dell’anima. Di quel sottobosco che ha bisogno di luce per avanzare. Per rivelarsi. Nato a Denver nel 1925, Robin Blaser divenne tra gli anni ’50 e ’60, una delle figure più importanti di Berkeley, dando vita, insieme a Robert Duncan e Jack Spicer, alla celebre “San Francisco Renaissance”. Un periodo ricco di fermenti in cui la voce della poesia batté nuovi sentieri, tentò nuove strade.

A metà degli anni sessanta giunse però la decisione di trasferirsi a Vancouver, nella Columbia Britannica. Un incontro quello con Vancouver che non fu certo amore a prima vista. La città gli sembrò subito provinciale, senza buoni ristoranti o librerie ben fornite, ma il tempo opera a volte dei miracoli, la città crebbe, ristoranti e librerie di eccellente qualità spuntarono un po’ ovunque e Blaser, rapito dalla bellezza del paesaggio canadese, rimase a Vancouver fino alla fine dei suoi giorni. Qui insieme a David Farwell, suo compagno per oltre trentacinque anni, insegnò alla Simon Fraser University, scrisse nuove poesie e non smise mai di credere, neanche per un istante, nell’intelligenza assoluta dell’amore.

Via| Canada.com

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