Il talento senza frontiere di Alla Nazimova

Alla Nazimova

La scrittrice Dorothy Parker definì Alla Nazimova la più grande Hedda Gabler che avesse mai visto. Parliamo del resto di un talento che seppe conquistare sia la Russia, dove l'attrice era nata nel 1879, che l’America, sua patria d’adozione. Abbreviato spesso in Nazimova, il suo nome campeggiò per decenni sulle locandine dei teatri più prestigiosi di Broadway, riempiendo le platee ed affascinando la critica, anche quella più difficile e riottosa, sempre pronta ad inarcare il sopracciglio. Inevitabilmente (non poteva certo andare diversamente) anche Hollywood la convocò, facendole interpretare ruoli ora entrati nella leggenda come Camille e Salomè. Film che la Nazimova scriveva e riadattava in prima persona dagli stessi drammi teatrali che portava sul palcoscenico.

Sposata ad un omosessuale (l’attore e regista Charles Bryant), la Nazimova ebbe molti amori; dalle mogli di Rodolfo Valentino a Dolly Wilde, da Eva Le Gallienne all’immancabile De Acosta. La sua villa in Sunset boulevard, nota come the Garden of Alla, fu al centro di innumerevoli pettegolezzi che la vollero, a tutti costi, sede di incontri peccaminosi e di sfrenati festini a luci rosse. Dal 1929 fino alla morte,avvenuta nel 1945, l’attrice visse con Glesca Marshall che si vide messa pericolosamente in ombra solo durante gli anni della seconda guerra mondiale, quando la Nazimova (madrina, tra le altre cose, di Nancy Reagan) si invaghì della pittrice surrealista Bridget Bate Tichenor; un rapporto intenso che la gelosissima Marshall dovette, nonostante tutto, accettare.

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