Matteo Renzi dice che al termine dei mille giorni ci sarà una legge sui diritti civili

E così, data dopo data, la legge sui diritti civili arriva alla fine dei “mille giorni”...

Matteo Renzi

Al termine dei mille giorni ci sarà una legge sui diritti civili, perché non è pensabile che questo tema torni ad essere argomento di discussione politica

Così, tra gli applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto alla Camera nel corso dell’informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri sulle linee di attuazione del programma di Governo, informativa in programma anche al Senato per oggi pomeriggio.

Si era partiti da fare le civil partnership alla tedesca entro i primi cento giorni di governo; poi Matteo Renzi ha detto ad Avvenire, il giornale della Conferenza Episcopale Italiana, che a settembre il governo avrebbe fatto una proposta ad hoc sulle unioni civili, senza aggiungere nulla di più e senza chiarire se il DDL Cirinnà in discussione fosse da considerare carta straccia o meno. A settembre il grande annuncio dell’agenda dei mille giorni, con lancio del sito e contestuale sparizione dei diritti civili. Ora, siamo arrivati “al termine dei mille giorni”, con una legge di cui non si sa nulla.

Intanto, con la scusa che “non è pensabile che questo tema torni ad essere argomento di discussione politica”, Matteo Renzi, di fatto, accantona la questione e lascia correre altro tempo, perché, lo sappiamo bene, ci sono sempre altri problemi in Italia, ci sono sempre altre questioni urgenti. Come se il rispetto dei diritti umani fosse qualcosa di secondario. Alla luce della conclusione dell’informativa, leggere l’inizio – stando al resoconto stenografico – ha il sapore di profetico:

Qualcuno ha dipinto la scelta dei «mille giorni» che il Governo e la maggioranza ha fatto come un tentativo di dilazionare, di perdere tempo. Mai una lettura come questa può essere considerata grottesca e, per alcuni aspetti, persino ridicola.

Se non è “un tentativo di dilazionare, di perdere tempo” questo, non so cosa lo sia.

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