Gay Pride Roma-San Francisco, il gemellaggio è ufficiale: "Cultura del rispetto valore non negoziabile"

Il gemellaggio tra il Gay Pride di Roma e quello di San Francisco è ufficiale: Ignazio Marino può dirsi soddisfatto

ignazio marino e lee san francisco

Strano ma vero, soprattutto in questi giorni, il gemellaggio tra il Gay Pride di Roma e quello di San Francisco è ufficiale e il sindaco Ignazio Marino non può che dirsi soddisfatto, almeno in quest'ambito (per tutti gli altri problemi, vi rimandiamo agli aggiornamenti degli amici di 06blog): fatta eccezione per gli inizi del suo mandato, Marino si è sempre contraddistinto per una particolare e seria apertura nei confronti del mondo LGBT e questi sono i risultati, in un'Italia che, pur continuando a rimanere indietro rispetto all'Europa, comunque sta facendo i primi importanti passi con la trascrizione dei matrimoni gay firmati all'estero.

Il sindaco di San Francisco, Edwin Lee, e Marino si sono incontrati per discutere di rifiuti, cultura, turismo e molto altro ancora. Il risultato? Lo spiega chiaramente Marino, proprio in riferimento a questo inatteso gemellaggio:

"Questa iniziativa offre l'opportunità di ribadire una volta di più l'importanza del riconoscimento dei diritti e della libertà di amare, un diritto che è proprio di tutte le comunità moderne. Credo che abbia un alto valore simbolico, considerando che la città di San Francisco ha ospitato uno dei primi e maggiori esponenti del movimento gay, Harvey Milk. Troppe volte, negli ultimi anni, la città di Roma è stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione: fenomeni inaccettabili, che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue Istituzioni. Roma deve invece diventare ogni giorno di più la capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso, né marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile".

Non potevano che reagire con grande soddisfazione ed entusiasmo le associazioni LGBT:

"Sarebbe bellissimo - queste, le parole di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center - se il prossimo Pride di Roma fosse dedicato ad Harvey Milk, lo storico militante del movimento omosessuale che negli anni '70, proprio a San Francisco, divenne il primo politico eletto apertamente gay. Chiederemo al sindaco Marino di intitolare un giardino di Roma a Milk in cui porre quella statua e siamo al lavoro, da subito, per formare una delegazione di attivisti gay italiani che possa partecipare al Pride di San Francisco chiedendo che l'Italia segua l'esempio di molti Stati americani nel riconoscimento dei matrimoni gay".

Che dire: una bellissima notizia, che gli omofobi non potranno far altro che accettare, non in silenzio, ma poco importa.

Via | Repubblica.it

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