Il prefetto di Bologna ha annullato le trascrizioni delle nozze gay

Scontro tra sindaco e prefetto a Bologna per via della registrazione delle nozze gay celebrate all'estero

Panorama di Bologna

Aggiornamento 3 dicembre 2014

Il prefetto di Bologna, Ennio Mario Sodano, come annunciato il mese scorso, ha provveduto a far annullare la registrazione dei matrimoni ugualitari celebrati all'estero. Stando a fonti di stampa, il prefetto ha inviato un funzionario della prefettura a Palazzo d'Accursio che ha preso i registri di stato civile e ha annullato le le registrazioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero aggiungendo i riferimenti delle norme relative.

Le motivazioni usate dal funzionario sono le stesse che troviamo nella circolare del ministro Alfano, circolare che, lo ricordiamo, è stata ritenuta “non conforme alla legge” dalla procura di Udine solo pochi giorni fa.

Durissimo il commento di Flavio romani, presidente di Arcigay:

Siamo nella giungla dell'illegittimità, non c'è più norma o senso di giustizia che tenga. A pochissimi giorni dal pronunciamento della procura di Udine che aveva messo in chiaro l'illegittimità di questa procedura, il prefetto di Bologna, coi tempi dettatigli dalla politica, ha comunque proceduto col suo abuso di potere. In nome di che cosa? Del popolo italiano? Della sua Carta costituzionale? No, nulla di tutto questo, è la stessa Giustizia ad averlo messo in chiaro. Questo avviene in nome di accordi politici sottobanco e convincimenti personali.

Prosegue quindi Romani, sottolineando come, secondo lui, siamo dinanzi a del mobbing di Stato:

Si compie l'abuso consapevolmente, con l'arroganza di chi scarica sul cittadino l'onere di dover dimostrare ancora una volta il confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Siamo al mobbing di Stato, al dileggio totale delle persone e dei loro diritti, alla prevaricazione ostinata. Una vera e propria umiliazione.

Una situazione veramente umiliante, aggravata dal fatto che non si sa a chi fare appello, come nota lo stesso presidente nazionale di Arcigay:

Non sappiamo nemmeno a chi appellarci: a un Presidente della Repubblica in uscita dal Quirinale? A un premier evidentemente inaffidabile? A un governo fondato su un patto ideologico e liberticida? A un Parlamento completamente scollato dal Paese, rintanato nel bunker delle Camere a elargire voti di fiducia in nome non del Paese ma della Ditta, quale che sia il simbolo che si rappresenta?

Il prefetto di Bologna ordina la cancellazione della trascrizione delle nozze gay celebrate all'estero


Il cardinal Caffarra contro il sindaco di Bologna che sostiene le nozze gay

Aggiornamento 3 novembre 2014

Il prefetto di Bologna Ennio Mario Sodano ha disposto la cancellazione della trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero. Una nota della prefettura comunica che questa mattina, 3 novembre, il prefetto ha adottato

il provvedimento di annullamento dell’atto con il quale il sindaco di Bologna aveva disposto la trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso e le trascrizioni fino ad oggi effettuate.

Immediata la reazione del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che ha commentato:

Io non cancello nulla, il prefetto nomini un commissario. Io questa cancellazione non la farò perché contrasta con il diritto europeo, con la nostra Costituzione, con il diritto delle persone che hanno chiesto la trascrizione, con la storia e il futuro della città che ho l'onore di rappresentare, che non vuole cittadini di serie A e serie B, e con la mia coscienza.

E poi ha aggiunto:

Risponderò in queste ore al Prefetto perché provveda lui al concreto annullamento, e informerò le persone direttamente interessate dalla decisione di annullamento del Prefetto, perché almeno possano valutare le azioni legali a loro tutela.

E di fatto sono già iniziate le prime dichiarazioni degli attivisti LGBT che annunciano il loro intento di non voler fare alcun passo indietro. Dal Cassero danno il pieno sostegno

al nostro primo cittadino e soprattutto alle coppie di gay e lesbiche ferite nuovamente dall'arroganza del prefetto e del suo mandante. Siamo pronti alla mobilitazione: se vogliono sfidare a braccio di ferro questa città e questo Paese noi di certo non ci tireremo indietro.

Anche gli schieramenti politici sono con il sindaco di Bologna: Raffaele Donini, del PD, afferma che il suo partito (almeno a Bologna) “è pronto a mobilitarsi per l'autonomia politica e la dignità istituzionale del primo cittadino” e Cathy La Torre, capogruppo SEL nel Consiglio comunale, loda la coerenza e il gesto politico del sindaco, aggiungendo che “non si capisce perché il legislatore non proceda a fare una legge, si devono sbrigare”.

A Bologna al via le registrazioni delle nozze gay celebrate all'estero ma il prefetto si oppone


15 settembre 2014

Da oggi a Bologna le coppie dello stesso sesso che si sono sposate all’estero possono far trascrivere il proprio matrimonio nei registri dello stato civile, come stabilito da direttiva del sindaco Virginio Merola dello scorso giugno. Tra le prime coppie a registrarsi, ci sono il senatore del Pd Sergio Lo Giudice, assieme al marito Michele Giarratano e al figlioletto Luca.

Però il prefetto Ennio Mario Sodano non è d’accordo con la direttiva del sindaco e gli ha chiesto di annullarla, atto necessario secondo il prefetto perché la registrazione non è prevista dall'ordinamento italiano. Il sindaco non si è scomposto e ha risposto:

La nostra è una battaglia di civiltà per cui non revoco il provvedimento. Se riterrà opportuno, interverrà il prefetto che ho informato tempo fa.

Poi ha aggiunto:

Questo non è un tema del prefetto, ma risponde a indirizzi ministeriali. È la conferma che c'è una discordanza tra le norme europee e quelle del nostro paese. Questa circostanza dovrebbe convincere il Parlamento ad approvare una legge per dare certezza del diritto a queste persone.

Anche il senatore Sergio Lo Giudice ha commentato le frasi del prefetto:

Sodano ha detto con parole imprecise quello che è chiaro a tutti, e cioè che questi atti non rappresentano il riconoscimento giuridico degli effetti civili del matrimonio. Questi atti, tuttavia, rappresentano la presa d'atto che questi matrimoni sono accaduti. Questo, con buona pace del prefetto, non è possibile metterlo in discussione.

Dalle fila di Forza Italia, il consigliere comunale Marco Lisei ha fatto sapere che o il sindaco revoca la direttiva, oppure “faremo un esposto alla Corte dei Conti, stante che istituire un registro ha un costo amministrativo che, seppur contenuto, non è legittimo”.

Via | Repubblica

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