Omofobia, arrestato l'assassino del 18enne brasiliano: era un gay represso

Era un omosessuale represso, l'assassino del 18enne brasiliano

João-Antônio Donati

Ieri parlavamo di un adolescente gay ucciso brutalmente da un assassino di cui non si sapeva ancora nulla. Il corpo del piccolo 18enne rimaneva così senza giustizia, semmai la giustizia umana sia sufficiente in questi casi, mentre le indagini di tutta la polizia continuavano in quel paesino di 48mila abitanti. Oggi, finalmente, la situazione è cambiata: nessuno potrà restituire alla mamma suo figlio, né qualcuno potrà farlo ritornare nel suo piccolo paese, ma l'assassino è stato trovato e, strano il destino, pare essere un omosessuale represso, uno di quelli che magari ha provato persino le terapie riparative alla Joseph Nicolosi.

L'uomo, infatti, ha prima abusato di João, poi l’ha torturato e infine gli ha infilato in bocca quel foglietto con la scritta omofoba. Si tratta di un agricoltore grande d'età che lavora proprio vicino a dove è accaduto il fatto: ha sottolineato più volte di non essere gay e di non aver mai visto la vittima prima dell'aggressione. João ha cercato di difendersi prima di essere ucciso definitivamente, tant'è che sia il suo corpo sia quello dell'aggressore sono pieni di lividi e di graffi.

La storia è raccapricciante e lo diventa ancor di più se considerate che a uccidere questo piccolo diciottenne è stato un uomo che la società non ha educato all'accettazione di sé stesso: davanti a certe notizie sta diventando inutile invocare la giustizia e l'intervento di un uomo che ormai si spinge a tutto e senza avere scrupoli.

João, RIP: la speranza è che per te ci sia una nuova vita, molto più bella e felice di questa.

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