Addio Whitney, forse anche lei vittima del conformismo

Whitney Houston non c'è più: a meno di 50 anni è morta in un hotel di Beverly Hills, alla vigilia della cerimonia dei Grammy Awards. Con il suo talento cristallino e una voce unica ha segnato un'epoca per la musica pop, fra gli anni Otanta e i Novanta, rinnovandola attraverso un innesto di soul music.

Figlia di Cissy Houston, una leggenda della musica nera, e cugina di Dionne Warwick, Whitney era riuscita a unire il pop e il soul e con le sue esibizioni ha spostato in avanti il limite della perfezione. Era la regina del pop, la beniamina d'America, si era esibita in onore dei soldati che combattevano nella prima Guerra del Golfo, aveva raggiunto anche il successo al cinema. Poi l'abisso.

Il matrimonio con Bobby Brown, i maltrattamenti familiari, l'uso di droghe - marijuana, cocaina, crack - e una spirale che l'aveva inghiottita e soprattutto, come hanno scoperto con sconcerto i suoi fan che erano tornati ad ascoltarla dal vivo al momento del suo ritorno, le aveva rubato la voce straordinaria, quel dono che la rendeva capace di "cantare con Dio".

Una discesa agli inferi che si è conclusa ieri con la sua morte. Eppure dietro questo destino potrebbe nascondersi anche il dramma di una ragazza costretta a sposare qualcuno che non amava per essere "accettata" dal pubblico ed essere considerata "normale".

Come ci ricorda Marinella Venegoni sulla Stampa, l'ex marito Bobby Brown, nella sua biografia, insinuò velenosamente che Whitney lo aveva sposato "per ripulire la sua immagine". Un riferimento velato al pettegolezzo che voleva la Houston lesbica e legata affettuosamente alla sua assistente Robyn Crawford.

Non ci interessa andare a scavare nel passato e nell'orientamento sessuale di una persona morta, tanto più che si tratta di un'artista straordinaria che ha offerto emozioni a milioni di appassionati. Il punto è un altro: se Whitney Houston ha perso sé stessa - quella ragazza allegra e serena - a causa del pregiudizio anti-omosessuale che l'ha buttata in pasto a un uomo violento e possessivo, allora qualcuno è responsabile di questa morte e di questa perdita. In primis la sua famiglia, se davvero la costrinse a sposare Brown.

Qualcuno, ma soprattutto qualcosa: l'arretratezza di una società che sogna l'idolo perfetto, dalla voce angelica e dall'orientamento sessuale "naturale". Etero o gay che fosse, Whitney Houston rimarrà per sempre nella storia della musica pop.

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