Torino, l'assessore Curti difende la comunità LGBT: "Le accuse al movimento sono immotivate e fuori luogo"

L'Assessore alle Pari Opportunità di Torino, Ilda Curti, ha risposto alle polemiche contro la comunità LGBT dovute all'ormai nota mostra blasfema

ilda curti

Come tutti sapete, a Torino il mondo LGBT è stato attaccato ingiustamente per una mostra artistica giudicata blasfema: ne abbiamo già parlato ieri, sottolineando che se gli organizzatori hanno inserito una "e" accanto a LGBT un motivo ci sarà pure, no? E infatti quella "e" tanto snobbata vuol dire proprio "etero" e metteva in evidenza che l'evento non era soltanto incentrato sul mondo omosessuale.

A nulla sono valse le puntualizzazioni dei vari organizzatori - che comunque hanno esagerato nel promuovere l'evento con certe immagini -, visto che la stessa Ilda Curti, Assessore alle Pari Opportunità del comune di Torino, si è trovata costretta a intervenire per precisare che

"Non c'è alcun legame tra le due sigle, perché l'associazione che organizza la mostra alla Ex Manifattura Tabacchi, Lgbte, è l'acronimo che da il titolo all'esposizione 'La Grande Battaglia Trova Esito'. Questa associazione infatti si occuperebbe solo di arte, e non di problematiche riguardante il mondo gay. Per questo motivo le accuse al movimento gay che si sono susseguite nelle ultime ore sono immotivate e fuori luogo".

La risposta sarà arrivata a Fratelli d'Italia o a tutti gli altri che fanno finta di non sentire e sapere? Per chi non lo sapesse ancora, infatti, Maurizio Marrone, capogruppo del partito aveva criticato così gli organizzatori:

"Ecco la nuova frontiera dell’arte omosessuale che il Comune ha ritenuto di voler promuovere. Le lobby gay non pensino di godere di una licenza di offendere la sensibilità altrui, soprattutto quella cristiana in un momento storico di feroci e cruente persecuzioni subite per la fede in quelle immagini sacre così oltraggiate dalla cosiddetta arte LGBT".

Solo fango, che, però, non ha spaventato l'assessore, già nota per aver difeso la comunità LGBT nel migliore dei modi:

"Deve essere ben fragile questa 'famiglia tradizionale' se si sente minacciata da altre forme di famiglie. È un po' come voler essere la più bella del Reame perché per legge si decide che tutte le altre sono brutte. O voler essere i più ricchi del paese perché per legge si impedisce agli altri di arricchirsi. La democrazia nasce per tutelare le minoranze, perché tendenzialmente le maggioranze hanno la forza di tutelarsi da sole. Così dovrebbe essere, almeno".

Staremo a vedere quale sarà il prossimo pretesto che sfrutteranno per denigrare la comunità e la causa gay.

Via | Gayburg

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