Mister Gay 2014 è Arziom Cristofaro: leggi l'intervista su Queerblog

Ecco l'intervista rilasciata da Mr Gay Italia 2014 a Queerblog

È Arziom Cristofaro Mister Gay Italia 2014. Il vincitore della finale, svoltasi a Torre del Lago, ha 21 anni e ha origini bielorusse. È stato adottato da una famiglia italiana e ora vive a Bari, città in cui studia Scienze politiche e relazioni internazionali.

L'edizione 2014, come sempre organizzata da Com.ma, unconventional web agency ed editore del primo portale gay italiano, Gay.it – ha lo scopo di eleggere non solo il gay più bello, ma anche il più consapevole, della gay community italiana. Lui stesso si è raccontato e aperto alla giuria, sul suo passato e sul suo presente:

"In Italia c'è molta omofobia, ma è dettata dall'ignoranza. Nel mio paese e in altri come la Russia, invece, c'è una forte ideologia secondo cui essere gay è sbagliato e l'omosessualità va combattuta. La lotta per i diritti è fondamentale. Il matrimonio e le adozioni sono l'obiettivo da raggiungere. E credetemi se vi dico, io che sono cresciuto in un orfanotrofio, che a un bambino in quelle condizioni non interessa se ad adottarlo è una coppia gay, lesbica o etero: tutto quello che vuole è solo essere amato

Noi di Queerblog l'abbiamo contattato e gli abbiamo fatto qualche domanda. Potete leggere le sue risposte a seguire:

Ti aspettavi di vincere? Com'era il clima dietro le quinte del concorso?

Sinceramente no, non mi aspettavo di vincere. Il clima era abbastanza sereno, di divertimento, non quello che magari capita ci sia nei concorsi del genere

Hai detto "In Italia c'è molta omofobia dettata dall'ignoranza" puoi spiegarci meglio questa tua affermazione. Sei mai stato vittima o testimone di omofobia?
È frutto dell'ignoranza perché non c'è voglia di conoscere. L'Italia è generalmente un paese liberale, non ha un'ideologia dalla sua parte. Vige sempre quel concetto che ognuno è libero di comportarsi come meglio crede anche se poi si intromettono le ideologie personali o l'etica (secondo alcuni). Ma principalmente è frutto dell'ignoranza perché c'è cattiva informazione anche sull'omosessuale e la sua immagine stereotipata. Io ho detto anche durante il concorso che non potrei fare niente, non è compito mio occuparmi dell'ignoranza delle persone, anche volendo. Se l'omosessualità è una tematica sociale, deve far parte di quel bagaglio culturale che caratterizza ciascuna persona. Ogni individuo dovrebbe chiedersi -anche se etero- qualcosa sull'argomento, documentarsi, leggere o chiedere a un amico. Se non nasce la curiosità dalla stessa persona allora non si può comprendere. Non è una questione di storia o matematica da preparare per la scuola. E' qualcosa che nasce dal chiedersi, dal domandarsi. Molte volte è un conoscere sbagliato, solo quello che viene fatto sentire dai media, c'è un margine distorto se non ci si chiede in prima persona qualcosa. Mi è capitato in Russia si essere testimone di omofobia ma preferirei non parlarne...

È nota la situazione omofoba in Russia e la legge contro la propagand gay. Che ne pensi a riguardo?
In Russia è proibita qualsiasi manifestazione dell'essere omosessuale ed è reato. Ho alcuni amici che sono gay in Russia e molte volte me ne parlano, anche chattando. Quello che viene percepito in Italia o in Europa è in minima parte quello che realmente accade. Amici miei che sono andati in viaggio in Russia, se vanno su Grindr, appare il messaggio che è reato e puoi essere arrestato perché hai violato la legge. In Russia l'omofobia è proprio data dall'ideologia che essere gay sia sbagliato. In quel caso non è ignoranza ma è proprio un pensiero che esserlo sia sbagliato. C'è ancora la figura arretrata della donna e, invece, dell'uomo che deve essere quello forte, il capofamiglia. Una struttura molto patriarcale. Ce ne sono tante di notizie ancora di più in siti americani o inglesi perché in Italia sono pochi i siti che parlano di questi fatti. E' anche vietato per chi é omosessuale fare parte dell'esercito e c'è un ministro che vuole fare una legge per cui se si scopre che un soldato è gay deve essere frustato e sodomizzato in Piazza. E' una proposta di legge che vogliono far passare.

Facendo riferimento alla tua esperienza personale, hai dichiarato: “Credetemi se vi dico, io che sono cresciuto in un orfanotrofio, che a un bambino in quelle condizioni non interessa se ad adottarlo è una coppia gay, lesbica o etero: tutto quello che vuole è solo essere amato”. Secondo te perché invece in molti pensano che una coppia dello stesso sesso possa crescere male i figli?
In Italia ci sono due questioni ancora aperte e abbastanza forti, matrimonio omosessuale e adozione. Il matrimonio, io personalmente, non penso ci sia margine di dialogo perché per la legge è sacrosanto diritto potersi sposare con chi si vuole e fa parte proprio della Costituzione. Anche fare quello che si vuole senza che la tua libertà intralci quella di un altro. Sulle adozioni c'è margine di discussione di dibattito e in questo dibattito avrei potuto portare questa mia testimonianza: a un bambino non importa che i genitori siano dello stesso sesso o di sesso opposto. Ci sono teorie, per alcuni, secondo cui un bambino crescerebbe in maniera deviata se venisse cresciuto da due persone dello stesso sesso perché ha bisogno di una figura paterna e materna. Io sono in disaccordo perché una grande parte delle equipe di psicologi e pedagoghi hanno tranquillamente affermato che possono crescere serenamente anche due mamme o due papà. Sono dati statistici. E proprio secondo questi, in un confronto, nella proporzione, un bambino cresce molto più sano quando le coppie sono omo rispetto a quelle etero e che soprattutto il matrimonio di una coppia omo dura proprio di più di un matrimonio eterosessuale. È incoerente e non vera quando dicono che la coppia omo può portare disturbi a livello psicologico.

Si sono lette alcune critiche su Facebook e sul web. Si leggeva anche, ad esempio, che sul tuo profilo Facebook c'era scritto "mi piacciono: donne". O alcuni, ancora, hanno criticato la tua partecipazione e vittoria al concorso. Sono polemiche che spesso accompagnano ogni gara, vuoi replicare o spiegare il tuo punto di vista?
L'ho anche scritto su Facebook. Quel profilo è vecchio risale al prima del coming out che ho fatto. Non mi è salta in mente, quando ho detto di essere gay, di cambiare il profilo su Facebook. È un dettaglio rimasto da quando ho creato il profilo, non vado mai a leggere le mie informazioni e quello che ho scritto. Il coming out l'ho fatto a 18 anni. Ho iniziato a dirlo a mio fratello, poi al mio migliore amico e poi ai miei genitori. Si sono anche attaccati al fatto che al concorso si poteva partecipare solo chi aveva la nazionalità e invece era la cittadinanza. Del resto, se si dovesse chiedere una cosa del genere -la nazionalità- sarebbe razzismo. Non è detto che chi nasce in Italia sia italiano e no, ad esempio, chi viene adottato.

Grazie ad Arziom per la sua disponibilità! In bocca al lupo da Queerblog!

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