Assisi approva la mozione per la festa della “Famiglia naturale” composta solo da uomo e donna

Anche Assisi si unisce ad altre realtà italiane nell'approvare una mozione che viola l'uguaglianza di tutti i cittadini

Dopo il Consiglio Regionale Lombardo prima e quello Comunale di Palermo, anche il comune di Assisi (Perugia) ha approvato una mozione per l'istituzione della festa della "Famiglia Naturale", quella cioè fondata unicamente sul matrimonio tra uomo e donna. Così la città che diede i natali al santo riconosciuto in tutto il mondo come “fratello universale” va nel senso diametralmente opposto a quelli che erano gli ideali del suo più illustre cittadino.

A denunciare l’accaduto è il circolo Omphalos Arcigay Arcilesbica di Perugia che, nelle parole del co-presidente Emidio Albertini commenta:

Una mozione e una festa vergognosa, che distingue tra bambini di serie A, cioè quelli con due genitori eterosessuali, e bambini di serie B, provenienti da famiglie omogenitoriali e monogenitoriali. Con questa mozione la città di Assisi torna indietro di cento anni ed è inaccettabile che nel 2014, in Umbria venga approvato un documento ufficiale dichiaratamente ostile alle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali).

Assisi

Ad Albertini fa eco Patrizia Stefani, anche lei co-presidente del Circolo:

Ci chiediamo se il Consiglio Comunale di Assisi sia cosciente delle falsità riportate nel testo della mozione che ha approvato. Falsità che sono il frutto di una campagna sistematica d’odio verso le persone omosessuali, condotta da associazioni integraliste ben camuffate e pronte a tutto.

Naturalmente, la mozione di Assisi e quelle simili approvate in Italia a parole non sono contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali ma nei fatti sì, in quanto chiedono al governo di passare sopra gli interventi di lotta all’omofobia e propongono un indottrinamento per giovani e cittadini. Nei fatti la mozione di Assisi propone degli interventi nelle scuole che hanno lo scopo neanche tanto nascosto di frenare programmi finalizzati all’inclusione sociale che si inseriscono in azioni strutturali caldeggiate da tutti gli organismi internazionali e che includono interventi di lotta alle discriminazioni e rimozione dello stigma associato ad ogni diversità sessuale, di genere, culturale e religiosa.

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