
La Spagna di Zapatero rischia di diventare solo un ricordo? O peggio, una parentesi all’interno di una continuità conservatrice e clerical-reazionaria? Questa eventualità non sembra così remota a vedere i primi passi del governo Rajoy, che può contare su una maggioranza assoluta alle Cortes: se in economia è difficile distanziarsi dalle ricette dell’ultimo Zapatero, è sui diritti civili e sulla laicità dello stato che il Pp tenta di accontentare la parte più conservatrice del proprio elettorato.
Così nelle ultime settimane i ministri di Rajoy hanno fatto a gara per dimostrare di essere in linea con la morale cristiana e con le richieste dei vescovi cattolici. Ha cominciato il ministro della Salute Giustizia, Ruiz Gallardon, che ha già presentato una modifica per la legge sull’aborto, rendendola più restrittiva e vincolante: non basta la volontà della madre, ma servono anche giustificazioni mediche per l’interruzione di gravidanza.
A questo si somma un tentativo di mettere in discussione la “pillola del giorno dopo”, che costituisce una forma di anticoncezionale d’emergenza, introdotto addirittura dal governo Aznar! Una commissione dovrà valutare se esistono rischi per le donne che ne fanno uso.
Da ultimo è stata già modificata dal ministro dell’Educazione la materia “Educazione alla cittadinanza” che diventa “Educazione civica” e perde tutti i contenuti di laicità dello stato e di rappresentazione di una societàù plurale, ivi comprese le famiglie omogenitoriali e il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Tutti questi argomenti saranno esclusi e si tornerà a parlare solo di diritti e doveri dei cittadini, come chiedevano a gran voce i vescovi e le associazioni di genitori cattolici.
Il prossimo passo? Potrebbe essere proprio il matrimonio gay, il bersaglio grosso per la destra conservatrice, che però in questo modo rischierebbe di scatenare una nuova guerra civile, quanto meno sotto il profilo culturale. Ma non è detto che non sarebbe uno sbocco interessante.
Alessio Mameli
06 feb 2012 - 15:43 - #1Le leggi vanno fatte per risolvere questioni pratiche, non per accondiscendere alla dottrina morale di una religione o di altra forma di ideologia illiberale.
Estendere anche alle coppie omosessuali il matrimonio civile non ha leso i diritti delle coppie eterosessuali, quindi non serve un divieto da opporre al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Rajoy vuol solo dare un contentino alla Chiesa Cattolica.
Rajoy non merita alcuna considerazione, se non il disprezzo.
Rajoy ha gioco facile a limitare, o addirittura negare, i diritti delle persone omosessuali e delle donne, ma intanto l’economia va a rotoli e quindi alla fine della legislatura perderà le elezioni e si troverà a dover rispondere dell’immensa perdita di tempo e dell’abuso della democrazia, sfrutta per imporre leggi liberticide e clericali.
Purtroppo anche in Spagna vale la “regola del Ping-Pong” per cui, se c’è una crisi economica che un capo del governo non è riuscito a risolvere (come se dipendesse solo da lui), allora l’elettorato dà fiducia all’avversario, anche se ha idee completamente differenti su molti temi.
Gli spagnoli di sinistra si sono astenuti in gran parte alle ultime elezioni, ma hanno fatto malissimo: avrebbero dovuto turarsi il naso e votare Rubalcalda.
Intanto ecco l’economia spagnola in che stato stà, anche coi conservatori al potere.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/30/visualizza_new.html_71851635.html
giobi87
06 feb 2012 - 16:46 - #2Quoto Alessio Mameli che ha scritto un commento esauriente; aggiungo che se solo gli indignados non avessero disertato il voto, ora gli spagnoli non affronterebbero la crisi economica resa più amara perché privati di quella capacità di “larga veduta” che ha permesso loro di vivere dignitosamente nel rispetto della diversità, anche delle opinioni. Ora oltre alla disastrosa situazione economica dovranno fare i conti con la privazione delle loro libertà personali che uno Stato laico garantisce, o dovrebbe garantire…e la chiesa farà man bassa: purtroppo gli italiani sono assuefatti a questo modo di interpretare la laicità, tanto da ritenerla lecita; spero che gli spagnoli trovino la capacità di indignarsi anche contro chi vuol far respirare incenso a tutti i costi.
E_Y
06 feb 2012 - 20:12 - #3“il ministro della Salute, Ruiz Gallardon”
Complimenti.
2 errori in poche parole.
Alberto Ruiz-Gallardón non é ministo della Salute ma della Giustizia
La Ministra della Salute si chiama Ana Mato.
E_Y
07 feb 2012 - 11:55 - #4I due “meno” che mi sono stati dati per avere corretto un errore sono stupendi.
Dicono tutto quello che c’é da dire su questo paese.
Detto questo aggiungo che l’autore ha corretto solo uno dei suoi errori:
Il cognome del Ministro della Giustizia Spagnolo non é Ruiz Gallardon ma
Ruiz-Gallardón (o anche solo Gallardón se preferite).
Non é lo stesso. Gli accetti e i trait d’union contano in Castellano. Molto.
ps:
potete anche votarmi 50 “meno” o censurare questo commento ma questo, lo siento, non migliorerà né la vostra conoscenza della realtà Spagnola né la vostra conoscenza del Castellano.
curioso
07 feb 2012 - 12:39 - #5@E_Y: d’accordo che ci sono errori, ma partire da un errore di battitura per lanciare una filippica mi sembra un po’ esagerato. Pazienza, conosceremo meno la realtà spagnola… meriteremo la fucilazione per questo?
PS: pignoleria per pignoleria: “lo siento” non si dice in italiano…
E_Y
07 feb 2012 - 15:55 - #6Per cortesia, si astenga.
Birb1
07 feb 2012 - 20:52 - #7Le “”giustificazione mediche” per accedere alla pratica abortiva ci sono anche in Italia, eppure non è questo il vero ostacolo quanto semmai il numero degli obiettori, quindi alla donne spagnole alla fine non cambierà un gran ché.
Quella sulla pillola del giorno dopo è solo una butade, visto che alla fine la commissione non potrà far altro che confermare che rischi non ci sono, visto che non esistono.
E sull’ora di educazione civica, non ci vedo nulla di trascendentale parlare “solo” di diritti e doveri dei cittadini, significa anche parlare volenti o nolente del matrimonio gay e del rispetto per il prossimo, quindi in definitiva sono soltanto mance di poco conto date alla Chiesa perché in definitiva il governo non può fare più tanto per regredire, perché gli spagnoli non sono storditi come gli italiani.
giobi87
07 feb 2012 - 21:48 - #8Voglio suggerire un aggiornamento al riguardo:
http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/spagna/2012/02/07/visualizza_new.html_75600378.html
forse la situazione spagnola non è così drastica come pare.
giobi87
07 feb 2012 - 22:26 - #9Articolo 32
1. L’uomo e la donna hanno il diritto di contrarre matrimonio in piena eguaglianza giuridica.
2. La legge regolerà le modalità del matrimonio, l’età e la capacità per contrarlo, i diritti e i doveri dei coniugi, le cause di separazione e scioglimento e i loro effetti.
Deve esser questo l’articolo della Costituzione spagnola al quale si riferisce il ministro della Giustizia: non impone il carattere eterosessuale del matrimonio ma si riferisce alla parità giuridica di entrambi i sessi nel vincolo, e il comma 2 ha permesso la legge di Zapatero del 2005.