Los Angeles, bambino chiamato gay, torturato e ucciso dai genitori

La triste storia di Gabriel Fernandez, un bimbo di soli otto anni

Un orrore con tragico finale. E' questa la vita vissuta da Gabriel Fernandez, un bimbo di soli otto anni, nei suoi ultimi otto mesi prima di morire. E a rendere le sue ultime settimane un inferno sono stati colori che dovevano, in teoria, guidare il figlio verso la felicità: la madre Pearl, 30 anni, e il compagno Isauro Aguirre, 34.

Secondo quanto riporta il Messaggero, la morte di Gabriel risalirebbe a maggio 2013. Ma solo dopo mesi di indagini si è arrivato a scoprire una sequenza di torture e privazioni nel quotidiano del bimbo: negli ultimi giorni, gli era stato spruzzato spray al pepe, era stato costretto a mangiare il proprio vomito e chiuso dentro un armadio con un calzino in bocca perché nessuno lo sentisse urlare

madre

Veniva picchiato regolarmente dalla madre, addirittura con una mazza, con una fibbia della cintura. Oltre alle torture fisiche anche quelle psicologiche: la donna lo insultava e lo definiva "gay", lo costringeva ad indossare, a volte, anche abiti femminili per andare a scuola. Inoltre, lo hanno persino costretto a scrivere una finta lettera di suicidio.

L'istituto si era accorto che qualcosa non andava ma gli assistenti sociali incaricati di indagare, quando andavano nell'abitazione, non trovavano nulla di sospetto. E i fratelli della vittima mentivano sotto minacce. Se avessero rivelato qualcosa, avrebbero ottenuto lo stesso trattamento.

Gabriel è morto il 23 maggio dell'anno scorso. La violenza finale si scatenò dopo il suo rifiuto di riordinare i giocattoli. Il fratello maggiore, al processo, ha raccontato:

"Abbiamo sentito le urla. Poi un tonfo. Infine il silenzio"

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