Sabrina Ferilli e Margherita Buy, storia d'amore nel film "Io e lei"

Alla regia della pellicola Maria Sole Tognazzi

Dopo il grande successo di "Viaggio Sola", Maria Sole Tognazzi torna a dirigere Margherita Buy nella sua prossima pellicola, Io e lei. E la affianca a Sabrina Ferilli, per raccontare una storia d'amore gay con qualche omaggio alla carriera del celebre padre Ugo. E' la stessa regista a raccontare a Repubblica il suo prossimo progetto, una storia d'amore, definita dagli alti e bassi di una convivenza tra due persone di carattere e origini diverse.

La scelta di volere la Buy e la Ferilli nel suo film è stata raccontata così dalla Tognazzi:

"È stato un incontro professionale poi una bellissima amicizia e se mi piace qualcuno io sono fedele. Vengo da una famiglia di attori: li capisco psicologicamente, so fin dove posso spingermi, ce l'ho nel dna. Però quel tipo di confidenza e armonia che si è creato con Margherita è stato speciale. Appena uscito Viaggio sola ho pensato subito di scrivere un altro film per lei. (Sabrina, ndr) l'ho conosciuta quando avevo 20 anni, facevo l'aiuto regista, ho fatto due film con lei, ero piccola, non contavo niente sul set, eppure è nata una simpatia immediata. La trovavo intelligentissima e ironica, c'era un'alleanza tra noi. L'ho incontrata a Cannes, io ero lì per il mercato, lei con La grande bellezza , bravissima. Ci guardiamo, ci facciamo i complimenti e in quel momento penso che sarebbe bello lavorare insieme. Due giorni dopo ero in giardino a Torvaianica, mi dicevo che dovevo sbrigarmi. Improvvisamente l'ispirazione: e se facessi un film con loro due? Volevo continuare un discorso sui personaggi femminili, e perché non raccontare una storia d'amore tra due donne? Senza stereotipi né pregiudizi, né giudizi: non so giudicare me stessa figuriamoci gli altri. E poiché stavo in un luogo caro a mio padre mi è venuta in mente un'immagine di Il vizietto, spero che mi porti bene"

Sabrina Ferilli

Ancora pochi i dettagli che emergono dal film in lavorazione:

"Pochi mesi durante i quali succede qualcosa che turba la convivenza. Mi piace che siano due donne adulte: in genere l'omosessualità femminile è raccontata con storie di ragazzine e mi piace che rappresentino due universi separati. Federica è architetto, è stata sposata, ha un figlio, è timida, riservata. Marina è un'ex attrice, ha un'enoteca, viene da una famiglia più popolare, lesbica da sempre, forte, schietta, molto divertente. Non è una coppia gay orgogliosamente dichiarata, se Marina è serena con se stessa e con le proprie inclinazioni, Federica ha qualche resistenza: è la prima volta che si innamora di una donna. Spero che a un certo punto ci si dimentichi che stiamo parlando di due donne, tanto le dinamiche di una coppia sono sempre le stesse, universali, non c'entra la diversità di genere"

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