Ristorante del Tennessee non ha servito un senatore omofobo

Ristorante del Tennessee non ha servito un senatore omofoboStacey Campfield, rappresentante del Partito Repubblicano nel Senato del Tennessee, non è stato servito in un ristorante della sua zona. Anzi, la proprietaria del ristorante l'ha invitato ad uscire che nemmeno voleva vederlo. Motivo? Il senatore è omofobo.

Il tutto è accaduto qualche giorno fa, quando Campfield entrò nel ristorante The Bistro at the Bijou, in South Gay Street. La proprietaria del locale, Martha Boogs, si è però rifiutata di servirlo. Racconta la Boogs:

Ero indignata e mi chiedevo come fosse possibile che una persona eletta dal popolo si lasciasse andare a commenti irresponsabili come quelli che ha fatto Campfield. L'ho visto sulla porta e una vocina dentro di me mi diceva di non servirlo, solo per fargli vedere come si era comportato male. Gli dissi subito che non era benvenuto nel mio locale e l'ho pregato di andarsene. Invece di andarsene Campfield si è seduto. Io allora mi sono avvicinata e gli ho detto di andarsene. Ero abbastanza nervosa così non ricordo nei dettagli la situazione, però so di essermi comportata in maniera sufficientemente gentile.

La reazione della proprietaria del locale è dovuta a due motivi principali. Campfield è stato uno dei promotori del Don't say gay che vieta ai professori del Tennessee di parlare con gli alunni dell'omosessualità, impedendo, così, che i giovani ricevano un'adeguata educazione. Inoltre il senatore recentemente ha pubblicamente affermato che è certo quasi al cento per cento che l'AIDS non si contrae se si fa sesso etero.

Dopo essere stato cacciato dal ristorante, Campfield ha commentato:

Nella mia agenzia immobiliare vengono tutti – coppie gay, interrazziali e di colore: tutti entrano e sono ben accolti. Sembra però che se non pensi come la pensano alcuni non hai nemmeno diritto a un pasto.

Ma la Boogs non sì è lasciata intimidire da queste parole e ha rincarato la dose:

Stacey Campfield ora sa cosa si prova quando si viene discriminati.

Foto | Facebook

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