Letture gay per l’estate: Quei giorni a Bucarest, di Stefan B. Rusu

Storia di un amore omosessuale ai tempi della dittatura in Romania: una lettura appassionante.

Letture gay per l’estate: Quei giorni a Bucarest, di Stefan B. Rusu

“È così impossibile da accettare per te?” chiede Gabriel con un nodo alla gola.
Il padre sospira, poi sposta leggermente un bicchiere davanti a lui. La luce troppo diffusa del neon. Il silenzio, interrotto dal ronzio della lampadina che si sta per fulminare.
“Accettare? No, quello è semplice. Quello che è impossibile è immaginarti mentre...”
Gabriel si volta di scatto: “Non farlo. Non sei costretto a immaginarmi in quelle situazioni!”
“E come?” chiede il padre, scuotendo la testa
“Ma tutto il mondo...”
Il padre lo interrompe: “Noi siamo romeni. È diverso”.

Chi esce da dittature dove i diritti civili sono chimere pagate con la persecuzione, il castigo, il carcere, per chi li pratica e li difende, sa che l'omosessualità è tra le peggiori di queste chimere perché più di altri diritti civili è incomprensibile alla famiglia, derisa dai coetanei, manganellata e incarcerata dalla polizia. Passati gli anni neri del satrapo di turno, la fresca democrazia non sa fare i conti con i suoi cittadini omosessuali che restano quel che erano: froci schifosi! Mezze femmine da eliminare.

Stefan B. Rusu, classe 1975, è l'autore di Quei giorni a Bucarest che mette in scena l'amore tra Nicu e Gabriel. Il primo appena più che ventenne; l'altro diciassettenne. Amore che scaturisce all'ombra di un adattamento teatrale di Dichiarazioni d'amore, film di culto per i giovani romeni degli anni Ottanta, epoca in cui Ceausescu se la ride sulla democrazia e i diritti dei suoi cittadini.

Letture gay per l’estate: Quei giorni a Bucarest, di Stefan B. Rusu Tornati alla democrazia, i romeni – ma la storia ci insegna che per gli omosessuali, ogni nascente democrazia li ignora – restano ancorati al disprezzo verso chi ama persone dello stesso sesso, almeno fino al 2002 quando vennero cancellati i reati di sodomia.

Il romanzo di Rusu è di facile lettura e passione. Nicu e Gabriel sono due amanti bellissimi, affascinati l'uno dell'altro. In mezzo c'è una relazione che Nicu intrattiene con un trentenne italiano: per fame o per sfuggire alla povertà di un paese. La storia tra Nicu e Gabriel dovrà però fare i conti con chi li circonda, il padre, in primis, ma anche con il rischio di far finire Nicu addirittura tra le sbarre visto che Gabriel è minorenne.

Il libro, a tratti scade nell'ovvietà, ma per la maggior parte delle sue pagine sa raccontare con piglio suadente e fresco un amore che sembra avere attraversato le nostre e altrui vite passate. Di certo si legge tutto d'un fiato, magari per non lasciar soli i due giovani protagonisti alle proprie angosce e ai loro turbolenti convivi d'amore. La traduzione di Angelo Bresciani ha contribuito alla riuscita del libro. Da leggere, e da regalare.

Stefan B. Rusu
Quei giorni a Bucarest
traduzione di Angelo Bresciani
Playground, 2010
pp. 156, euro 11,00
disponibile in cartaceo ed eBook

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 30 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO