Nipoti d'arte: Dolly Wilde

Nipoti d'arte: Dolly Wilde

Sul palcoscenico della vita, Dorothy Wilde, chiamata Dolly da amici e conoscenti, interpretò, un po’ per gioco ed un po’ per naturale predisposizione, il ruolo della femme fatale. A Parigi dove era arrivata per guidare un’ambulanza durante la Grande Guerra, la nipote di Oscar Wilde visse fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale, imponendosi nei circoli letterari e mondani grazie ad uno charme spumeggiante che sapeva irretire indistintamente uomini e donne.

Benché dotata di un notevole talento per la scrittura, la Wilde non se ne curò mai, preferendo sempre la vita alla parola scritta. Il sommovimento immediato del sangue a quello più duraturo dell’inchiostro. Il suo acume, i suoi mot d’esprit, i suoi “balzi lessicali” che rubavano il fiato al bel mondo parigino sopravvivono così solo nelle lettere scritte, negli anni, agli amici. Uno sparuto involto di lettere che ancora oggi brillano per estro e freschezza, ironia e grazia.

Amante degli eccessi e convinta che la vita dovesse essere bevuta fino all’ultima goccia, Dolly Wilde incappò proprio a Parigi nel grande amore della sua vita: la celebre Natalie Barney. Un amore del resto molto movimentato, vista l’esuberanza della ricca americana che si giostrava abilmente tra tre diverse amanti. Ma la fulgida stagione parigina aveva ormai le ore contate. In seguito all’invasione tedesca, la Wilde dovette infatti lasciare precipitosamente la Francia per l’Inghilterra; qui malata di tumore e bruciata da una vita di eccessi si spegnerà il 10 Aprile 1941 a soli 45 anni.

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