Robert de Montesquiou tra romanzo e realtà

Robert de Montesquiou

Ricco, elegante ed aristocratico, Robert de Montesquiou fu al centro della vita mondana e culturale di Parigi negli anni fastosi della Belle Epoque. Con le sue battute al vetriolo (la sua cattiveria era temutissima in tutta l’alta società parigina), un portamento altero e il titolo di arbiter elegantiarum guadagnato sul campo (le sue mise all’ultima moda facevano scuola), de Montesquiou ispirò diversi scrittori, primo tra tutti l’impareggiabile Marcel Proust che usò diverse sue caratteristiche per dare voce e sostanza ad una delle figure-cardine della Recherche: il barone de Charlus.

Scrittore, poeta e grande collezionista d’arte, Robert de Montesquiou fu un assertore della castità, tuttavia questo non gli impedì di legarsi per ben due volte ai suoi segretari: prima al sudamericano Gabriel Yturri (morto purtroppo giovanissimo a causa del diabete), poi a Henri Pinard che a tempo debito ereditò la fortuna dei Montesquiou (notevolmente ridotta dalle spese folli del conte).

A quanto poi si racconta, lo sprezzante nobiluomo si lasciò tentare anche dall’altro sesso, passando una notte d’amore con la divina Sarah Bernhardt, ma le solite lingue malevole (quelle, si sa,non mancano mai e con lui non furono mai tenere, soprattutto appena voltava le spalle) dissero che dopo aver abbandonato l’alcova della celebre attrice, Robert de Montesquiou vomitò per ben ventiquattro ore. Senza interruzione.

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