Oslo, uomo aggredito con una bottiglia dopo aver rivelato di essere gay

Assurda aggressione omofoba in un paro di Oslo. Ecco cosa è accaduto.

Un incubo improvviso si è abbattuto nella tranquilla vita di Keith Brooks-Bekkestrom. L'uomo era seduto su una panchina quando è stato avvicinato da due uomini che gli hanno domandato se fosse gay. Una richiesta senza apparente senso alla quale l'uomo ha risposto con assoluta sincerità: "Sì, sono omosessuale".

Ed è bastato proprio questa ammissione di verità per scatenare la reazione improvvisa da parte dei due sconosciuti che lo hanno aggredito, colpendolo con una bottiglia in viso, insieme ad un terzo uomo unitosi a loro. A fermare l'aggressione e impedire il peggio è stato un'altra persona che è intervenuta, causando così la fuga dei tre omofobi. Ha poi accompagnato Keith a lavarsi la fronte e il volto, visto la ferita provocata dalla bottigliata. Lui stesso ha poi ammesso:

omofobia

"Hanno dovuto cucirmi una ferita profonda, ho un dolore alla testa, hanno dovuto cucire sopra il mio occhio e ho una ferita sul braccio. Non mi sento più al sicuro qui ... ci vorrà del tempo"

Nelle scorse ore, Brooks.-Bekkestrom ha poi dichiarato:

"Sono molto felice di segnalarvi che l'udienza di oggi presso il Tribunale di Oslo è andata incredibilmente bene. I tre uomini che mi hanno attaccato non erano presenti in aula ma mi è stato richiesto di descrivere l'incidente a un procuratore , avvocati e giudici, con l'aiuto di un interprete. Vedremo come il caso continuerà, ma devo mostrare il mio profondo apprezzamento ad Alexander Aronsen, Martin Phillip Fjellanger, Sebastian Forbes e al rappresentante dell'ambasciata americana (c / o Ashley Rainey Donahey), che erano con me per l'intera udienza, insieme a Eirik Willyson, che è venuto e naturalmente, tutti voi in spirito, accanto a me. Significava molto per me che voi foste lì, e che non ero solo"

Via | Towleroad

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