Matteo Renzi annuncia una proposta ad hoc del Governo sulle unioni civili

Continua l'altalena dei diritti civili in Italia: ora Matteo Renzi annulla tutto quello che è stato fatto e annuncia una nuova misura.

Intervistato dall’Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, Matteo Renzi ha parlato del decreto Cirinnà, “quello che prevedeva – spiega Gay.it – il riconoscimento delle unioni civili per le persone dello stesso sesso includendo anche le stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare i figli del partner”. Ha detto il premier:

Io ho sempre detto che i diritti civili stanno in un pacchetto che parte dalle riforme costituzionali. Una volta che il Parlamento avrà terminato di votare queste, discuteremo anche su quella che ritengo essere una assoluta e corretta rappresentazione delle civil partnership , sul modello tedesco. E sarà superato il ddl Cirinnà perché anche in questo campo vedremo una proposta ad hoc del governo, che è pronto a prendere una sua iniziativa.

Niente altro. Il decreto sarà migliorato? Peggiorato? Dimenticato del tutto? Niente, non dice niente Matteo Renzi. Viste le forze politiche con cui si accompagna – Angelino Alfano in primis – non sarà difficile prevedere che le cose andranno peggio.

Matteo Renzi difende le unioni civili e bacchetta Alfano e Giovanardi

Lo nota anche Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, che in un comunicato afferma:

L'ennesimo cambio di rotta, che dilaziona i tempi e non entra nel merito dei contenuti. Sta diventando una storia grottesca al limite dello schizofrenia, se teniamo presente che Renzi è anche il segretario del partito di cui fa parte la senatrice Cirinnà.

Quindi fa notare Romani:

Proprio il premier sul tema delle unioni tra persone dello stesso sesso aveva fissato una data: settembre. E proprio in vista di quella scadenza il Parlamento aveva messo in campo una proposta, cioè un punto da cui iniziare la discussione. Ora il capo dell'esecutivo fa lo sgambetto al potere Legislativo, proprio mentre nel Paese si solleva l'allarme per quella che qualcuno chiama la "svolta autoritaria", arrogandosi una priorità nella proposta ma senza entrare nel merito dei contenuti che la caratterizzeranno.

E poi, chiede a Matteo Renzi di essere chiaro e, soprattutto, di dire quello che pensa nelle sedi opportune e non al giornale dei vescovi italiani. Afferma Romani:

Renzi dica una volta per tutte di quale legge sta parlando, senza scomodare fascinazioni esterofile, ma chiarendo nel dettaglio i diritti che si vuole siano riconosciuti alle coppie di gay e lesbiche. Lo dica senza ambiguità e nelle sedi corrette, senza che il dibattito acquisisca il retrogusto dell'inchino alla lobby che da sempre ostacola, grazie alla complicità della classe politica italiana, il raggiungimento di qualsiasi obiettivo su questi temi.

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