Tiziano Ferro ieri sera è stato ospite di Serena Dandini a The Show Must go Off, su La 7, e dopo aver cantato - molto bene - dal vivo, non poteva sottrarsi all’intervista ed evitare un passaggio sul coming out e sull’omosessualità. Un paio di frasi che, a mio avviso, danno l’idea di una maturazione e di una certa serenità che il cantatautore di Latina ha raggiunto in qualche modo.
Dalle sue parole emerge una spiegazione molto seria e sincera del coming out, che deriva da una piena accettazione della propria omosessualità, non solo sotto l’aspetto sessuale, ma anche come parte della propria identità e della propria affettività che non si può nascondere ed evitare di mettere in comune, almeno con le persone più care.
Dal minuto 6:07 del video la Dandini introduce il tema del coming out e Tiziano Ferro dice fra l’altro:
la mia “persona sentimentale” era quello che volevo scoprire, accettare, voler bene e alla fine condividere… è la condivisione quello su cui stavo battendo per me, nella mia vita. a me non basta l’idea che i miei amici, i genitori tollerino chi sono. mi piace l’idea che lo amino.
giobi87
22 gen 2012 - 16:12 - #1è assolutamente degno di nota il come su La 7 abbia avuto libero modo di parlare apertamente della sua omosessualità, mentre in uno speciale biografico di due ore trasmesso da Rai 2 all’inizio di questo mese, questo aspetto importantissimo della sua vita privata sia stato volutamente sorvolato, quasi sfiorato.
Shiver-
22 gen 2012 - 16:26 - #2Grande Tiziano!
L'altra Metà
22 gen 2012 - 17:40 - #3Quando ha detto “A me la parola accettazione mi fa un po incazzà” mi sono ritrovato come un idiota ad applaudire davanti il televisore…
Come ho detto altrove (http://lmt-blog.blogspot.com/2012/01/il-vero-tiziano.html) è stato eccezionale perché si è mostrato come un ragazzo che con la sua semplicità parla della voglia di vivere appieno ciò che è, e soprattutto di condividerlo apertamente con le persone a cui tiene…
n-u-t-i-ni
22 gen 2012 - 20:23 - #4Mi piace assai è meno depresso e si vede , il coming out gli ha giovato , eppoi è
sempre un gran bel vedere.
Bravo TiziANO.
moderatore
22 gen 2012 - 21:10 - #5Abbiamo dovuto moderare alcuni commenti. Vi ricordiamo che i commenti sono sottoposti a moderazione, come previsto dalle linee guida per la moderazione che vi invitiamo a leggere. Vi rammentiamo che gli attacchi personali vengono moderati.
anuk
23 gen 2012 - 10:20 - #6Ho visto l’intervista ieri mattina in rete, non avendo televisore. L’ho trovata molto interessante. Proprio in quel momento mi stavo ponendo domande su Tiziano Ferro e mi sono ritrovato il video cercando altro.
Complimenti a Serena Dandini, sempre grande. Ha affrontato l’argomento con condivisione. E quella condivisione l’ha trasmessa.
Anch’io non amo il termine “tolleranza”, poiché sottintende sempre un’insofferenza e un rifiuto. Il termine accettazione potrei anche accettarlo (anche se la condivisione resta il traguardo desiderabile, almeno con le persone a noi care, ma spesso è un’utopia), tuttavia anche l’ “accettazione” troppo frequentemente in Italia è solo di facciata, come hanno dimostrato tantissimi politici “gay friendly” di casa nostra.
Sabato il mio compagno e io siamo stati a pranzo da mia sorella per il suo compleanno. Tutta la mia famiglia si è riunita, dodici persone compreso un bambino e un’adolescente. E’ stato bello e c’è’ stata davvero condivisione. Non abbiamo parlato di omosessualità, ma non perché fosse un argomento tabù, semplicemente non si è presentata l’occasione.
Mia sorella è stata l’ultima a essere informata della reale natura della nostra relazione, cinque anni fa, perché membro dell’Opus Dei (fondamentalisti e omofobi fino al midollo). L’ho informata per telefono, quattro mesi prima del nostro ventennale. Era marzo. Ci tenevamo a invitare tutte le persone a noi care. Ricordo ancora la telefonata, lunghissima, in cui lei è ammutolita e rispondeva a monosillabi. Per lei deve essere stato davvero uno shock. Mi ha detto subito che lei e suo marito non sarebbero venuti. Noi l’invito gliel’abbiamo mandato lo stesso. E ai tre figli gliel’abbiamo spedito separatamente. Sessanta invitati, quasi nessuno dei nostri familiari è venuto, neppure mia mamma che ne era a conoscenza già da 15 anni (inizialmente un sacerdote cattolico avrebbe dovuto celebrare un matrimonio simbolico, e questo ha mandato in crisi mia mamma che l’anno prima aveva minacciato di gettarsi dal balcone se lo avessimo fatto perché due uomini non possano sposarsi). I figli di mia sorella hanno, invece, partecipato. E c’erano famiglie cattoliche (amici di un percorso di fede) con bambini piccoli.
Alla celebrazione di un”matrimonio”, anche simbolico, con ho rinunciato (il mio compagno non ci teneva essendo non credente e agnostico). Abbiamo fatto leggere alcuni passi per noi importanti di scrittori e scrittrici, anche omosessuali, da sette amiche e l’ultimo, scritto da noi, lo abbiamo letto noi stessi. Sono venuti amici dalla Turchia, dall’Austria e dagli USA per quello che per loro era un vero e proprio “matrimonio”. E così è stato festeggiato in una tenuta in campagna.
Quel giorno io ho iniziato il mio cammino che mi ha fatto uscire ufficialmente dalla Chiesa Cattolica (ho chiesto la scomunica per apostasia). Fino al riconoscimento da parte del comune in cui vivo della nostra relazione, con iscrizione nel registro delle unioni civili. Non è molto, lo so, ma noi continuiamo il nostro cammino. Quest’anno chiederò alla Prefettura di affiancare il cognome di lui al mio. Dopo la sentenza della Cassazione dovrebbe essere possibile. Ne parlerò con il mio avvocato.
E mia sorella? E’ molto unita a me. Dopo un anno di scombussolamento esistenziale si è ripresa alla grande. Ci ha invitati il Natale successivo come coppia, a Capodanno e a Pasqua. E da quel momento tutto è stato vissuto nel modo più naturale possibile da tutti.
In seguito ho saputo da mia nipote che mia sorella aveva lasciato definitivamente l’Opus Dei. Ma con lei non mai parlato di questo.
Ci apprestiamo a festeggiare i 25 anni. Questa volta inviteremo soltanto pochissimi intimi. E so per certo che i nostri familiari questa volta verranno tutti.
Cinque anni fa speravo di poter celebrare un matrimonio civile per i 25 anni. Così non sarà. Perché l’Italia è ferma sul fronte dei diritti civili e dell’inclusione di tutti i suoi figli e figlie. E non dà segno di voler cambiare.
anuk
23 gen 2012 - 10:34 - #7* Alla celebrazione di un”matrimonio”, anche simbolico, con un sacerdote ho rinunciato
Mia mamma si appresta a compiere 90 anni e ha un ottimo rapporto con il mio compagno, tanto che vorrebbe venire a vivere con noi.
scarlett_rose
23 gen 2012 - 10:46 - #8@anuk: ti ringrazio di cuore per aver condiviso con noi la tue esperienza, spero sia d’insegnamento a tutte quelle famiglie che arrivano al massimo a “tollerarci” senza mostrare alcun desiderio di voler condividere il nostro modo d’essere. Grazie davvero, e complimenti alla mamma per i suoi 90 anni e per voler venire a vivere con voi :)
toysoldierdue
23 gen 2012 - 18:21 - #9Bella intervista, leggera e divertente, ma allo stesso tempo con argomenti importanti.
Grande Tiziano, grande Serena.
@anuk
grande anche tu.
anuk
24 gen 2012 - 00:59 - #10@ scarlett rose, grazie a te per aver letto il mio (lunghissimo) commento ;-P
Ho sentito il bisogno di scrivere, di fare una riflessione tra me e me e, al contempo, condividerla in qualche modo. E poiché non ho un blog personale, l’ho consegnata a Queerblog.
@ toysoldierdue, grazie :-)
farò tesoro delle vostre parole
pad
24 gen 2012 - 03:21 - #11Non si possono obbligare gli altri ad accettarci ed amarci finché non siamo noi per primi ad accettare ed amare noi stessi.
anuk
24 gen 2012 - 11:37 - #12Errata corrige.
La sentenza per affiancare al proprio il cognome di un’altra persona anche in assenza di vincoli di parentela, se sussistono “ragioni affettive e di gratitudine”, non è della Cassazione ma del TAR della Liguria.
La sentenza, a Genova, è della settimana scorsa.