Sono bastati due episodi della nuova sit com “Work It” per deciderne la cancellazione. Il telefilm, che andava in onda sulla ABC, ha da subito attirato molte critiche perchè accusato di transfobia. La trama vedeva due uomini eterosessuali costretti a travestirsi da donne per riuscire ad ottenere un lavoro in un mondo lavorativo prettamente femminile. Insomma, niente di particolarmente originale e innovativo, per un prodotto che però ha subito ottenuto recensioni negative e critiche da parte di associazioni Lgbt.
La Glaad (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation) ha puntato il dito contro lo show accusando di essere offensivo nei confronti dei transgender. Una pubblicità non certo positiva, accompagnata da uno share precipitato dal 2 (della prima puntata) all’1,6 della seconda. Quello che però appare chiaro è il flop totale del progetto anche dal lato “comedy”: battute non divertenti, assolutamente poco convincenti e una trama che non convince.
Leggendo l’articolo qui linkato, ciò che però viene evidenziato è la vera assenza di qualcosa che possa essere davvero “transfobico”. Perchè offendersi e mettere in croce un telefilm come “Work It” ma non bollare anche film celebri come Mrs. Doubtfire, Rocky Horror Picture Show, White Chicks o Il professore matto? Per non parlare dei numerosi film italiani (Belli freschi, per esempio). La trama è sempre quella, la storia è riciclata ma, forse, è sempre il modo in cui viene portata sullo schermo, a fare la differenza.
Vedendo il promo in apertura post, non vedo qualcosa di volgare o criticabile ma semplicemente poco divertente e assurdo. E nel mirino mi sembra più il mondo femminile e quello del lavoro rispetto al mondo trans. L’idea di un uomo etero che si traveste da donna è qualcosa che potete ritenere offensivo? Mi fate un esempio di un film che ha trattato la cosa con dignità e uno che invece ritenete essere davvero lo specchio di qualcosa di offensivo per il mondo Lgbt?
bleistein
19 gen 2012 - 18:44 - #1Avevo visto il pilot, poi la serie è stata meritatamente chiusa. Il travestimento era l’ennesimo espediente per raccontare la guerra dei sessi. Questo se non avessero dato in appalto il copione a tre ragazzini di seconda media. Le critiche di transfobia sono un caso di “Chimica e fisica” al contrario (quod vide).
laura suarez
21 gen 2012 - 14:11 - #2Ho un solo esempio da fare su film dedicati alla transessualità, un bel film del 1970, “Il primo uomo diventato donna”, basato sulla storia appunto della prima operazione di cambio di sesso nei lontani anni ‘50 (ora mi sfuggono tutti gli altri dati sulla pellicola, ma cercandone notizie su internet non dovreste avere problemi a trovarli). Tuttavia volevo anche sottolineare una profonda differenza tra l’Italia e il resto del mondo civilizzato. Ve lo immaginate nel nostro paese, un Arcigay che fa sospendere una fiction o una trasmissione qualunque perché offensiva nei confronti di una categoria LGBT? Sembra davvero che certe norizie vengano da un altro pianeta.