L'amore di Elsa Maxwell per Maria Callas

Elsa Maxwell e Maria Callas

Il nome e soprattutto la penna di Elsa Maxwell (1883-1963) erano temutissimi sia a Hollywood che sulla scena internazionale. La sua rubrica di gossip, la sua lingua al vetriolo ed i suoi party favolosi ne fecero una figura di primissimo piano del jet set. Instancabile volava da Cap Ferrat a Venezia, da New York a Parigi, temuta e riverita come un’ape regina. A lei si “deve” il matrimonio tra Rita Hayworth e il principe Aly Khan, sempre a lei l’incontro tra Maria Callas ed il miliardario Onassis. Acuta, svelta e fattiva, la Maxwell aveva le mani in pasta ovunque. Ovunque la sua presenza, la sua voce ora gentile ora malevola si faceva sentire. Travolta dall’amore per la Callas le scrisse appassionate lettere d’amore. Ossessionata da questa donna volitiva e sofisticata come una mannequin di Dior, la inseguì caparbiamente per tutto il mondo.

Non si arrese neppure quando la cantante, barcamenandosi (aveva bisogno del suo appoggio per imporsi in America dove la Tebaldi, sua grande rivale, passava di trionfo in trionfo), cercò di aprirsi una via di fuga. Anche a Roma la sera del gran rifiuto della Callas di cantare, la Maxwell era là, piccola e maestosa come una cuoca vittoriana, in uno dei palchi d’onore. Qualcuno, forse più acuto di altri, insinuò che la giornalista avesse avuto un suo ruolo nello scandalo dell’Opera di Roma, quando il presidente Gronchi, stizzito per il rifiuto di Maria Callas di riprendere a cantare (capricci? Malattia?), lasciò, offeso ed imbufalito come mai prima, palco e teatro.

  • shares
  • Mail